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«Satana in chiesa!» E l’esorcismo è servito- Intervista ad Armando De Vincentiis, psicologo del Cicap

12 novembre 2012

satana gesù

Se è vero che i santi nascono là dove ce n’è più bisogno per via della presenza del maligno, si potrebbe viceversa pensare che è quel pessimo soggetto del diavolo ad essere attratto dalle terre in cui germoglia la fede e si manifestano i doni di dio, sempre per via di quella mai risolta storia della lotta del Bene contro il Male. Che la Puglia fosse terra di santi (e di diavoli) lo si sapeva da tempo: san Pio, in realtà pugliese solo d’adozione, e san Giuseppe da Copertino solo per citare i più famosi; segue poi una schiera di sempre nuovi beati, venerabili e servi di dio la cui notorietà è spesso confinata al campanile di appartenenza.
Ed ecco che in una ridente cittadina del tavoliere pugliese, Lucera, patria di un altro santo, san Francesco Antonio Fasani, proclamato da papa Giovanni Paolo II nel 1986, il diavolo si materializza in una chiesa piena di fedeli, durante la messa del pomeriggio. La notizia viene riportata in modo serissimo dal maggior quotidiano pugliese, che dà conto della presenza del demonio nel corpo di una sconosciuta ragazza durante la funzione religiosa. I dettagli della vicenda sono i soliti: la posseduta, che assisteva dagli ultimi banchi, ha improvvisamente cominciato a fare smorfie terrificanti, a urlare parole incomprensibili in una lingua sconosciuta («aramaico?» si chiede il giornalista) e a contorcersi seminando il panico tra i presenti. Gli unici a non essersi impressionati dalle smanie della ragazza sono il prete che celebrava e una habitué di Medjugorje, entrambi ben pronti di spirito nell’esorcizzare l’indemoniata con preghiere e invocazioni.
Abbiamo chiesto ad Armando De Vincentiis, psicologo del Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale, e autore del saggio Indemoniata (edizioni Libellula, da qualche mese in libreria) un commento sull’accaduto.

Dottor De Vincentiis, come valuta l’episodio e in particolare la circostanza che la ragazza avrebbe avuto una manifestazione di possessione proprio in chiesa?
L’episodio in oggetto non ha nulla di straordinario se viene compreso all’interno del contesto in cui si è svolto. Mi spiego, affinché certi fenomeni si verifichino sono necessari degli ingredienti: un contesto culturale di credenze condivise ed una forte aspettativa. Il fatto che la ragazza fosse presente lì evidenzia già una fede religiosa così come il suo comportamento, probabilmente, è stato dettato dall’aspettativa di come un presunto indemoniato debba comportarsi. Ciò che ha fatto scatenare la crisi, probabilmente, sarà stato un malessere di qualsiasi natura che ha assunto connotazioni religiose (demoniache) all’interno di un terreno fertile in grado di incrementarne l’espressione. Lì è stata la cultura a fare da padrona ed ha dettato le regole di certi comportamenti seguendo dei copioni non scritti. E cosa impone la cultura cattolica in quei casi? Impone esattamente la messa in scena, in buona fede si intende, di tutto ciò che è successo.
Cosa le suggerisce il fatto che, tra i numerosi presenti, gli unici ad “aiutare” e “riconoscere” una possessione diabolica siano stati una fervente cattolica, seguace di Medjugorje, e il prete?
Sempre in virtù di quel copione non scritto che detta le regole del gioco. Faccio un esempio: se ci troviamo in una corsia di ospedale dove ci sono medici infermieri e pazienti ed una persona comincia a sentirsi male, magari ha una crisi isterica, urla e si dimena, cosa accade? Innanzitutto il contesto fa sì che il comportamento del soggetto venga interpretato come adeguato al luogo seppur insolito o spaventoso, ossia come una “fisiologica” crisi di un paziente o un ammalato, forse con problemi psicologici, che come tale sarà trattata. Allora parenti e pazienti non si assumono certo la responsabilità di intervenire ed ecco che lasciano spazio, giustamente, agli addetti ai lavori: i medici e gli infermieri. Questo, spostato nel contesto religioso, ha determinato lo stesso copione. Se in una chiesa una persona si sente male e comincia ad inveire contro i simboli cattolici cosa pensate che sia la prima cosa che viene in mente alla gente? Quella di lasciare che se ne occupi il padrone di casa, magari con l’aiuto di qualche suo collaboratore più stretto. Non sappiamo quale sia stata l’interpretazione della gente, sappiamo solo che spaventata dall’insolito ha lasciato il campo a chi di dovere.

Parlavamo all’inizio della presenza, negli stessi luoghi geografici, di santi e diavoli, miracoli e stregonerie, fede e superstizione. Il diavolo insegue la fede o viceversa?
Un diavolo che insegue i fedeli sarebbe un diavolo davvero democratico in grado di rispettare il credo e la cultura delle persone. Ve lo immaginate un diavolo del genere? Esso si presenta, si fa per dire, là dove è atteso, o meglio evocato o (ancor meglio) costruito là dove ci si aspetta che stia. Non esistono indemoniati al di fuori di certe credenze. Così come nelle varie culture un posseduto è, appunto, posseduto dagli spiriti del proprio credo, in altre microculture dove la credenza della possessione o del diavolo non è condivisa non si registrano fenomeni del genere. La fede costruisce i suoi demoni.
Nel suo libro Indemoniata compare la figura di uno psichiatra che consiglia ai genitori della paziente di pregare. Sono molti i casi reali di uomini di scienza che rinunciano alla razionalità?
Purtroppo sì! Nel mio libro, infatti, lo psichiatra corrisponde ad alcuni modelli della realtà e non è affatto di pura invenzione. Il fatto è che alcuni uomini di scienza condividono determinate credenze e lasciano che queste entrino nel loro apparato scientifico, purtroppo, invalidandolo. Gli stessi esorcisti sono affiancati da medici e psichiatri i quali avallano il lavoro di questi ultimi per il semplice fatto che la possibilità della possessione fa parte del loro credo religioso anche se non ha alcun fondamento sotto l’aspetto scientifico. Allora mi chiedo che valore ha il supporto di un medico, in quell’occasione, se questi ha assunto connotazioni religiose che con la medicina nulla hanno a che fare? Forse per evitare che il malato-indemoniato si faccia male o si senta davvero male. Nulla di più! La sua presenza non conferma di certo la veridicità del fenomeno.
Cosa sarebbe accaduto se tutti i presenti all’episodio di Lucera, anziché allontanarsi e magari chiamare il 118, avessero seguito le indicazioni dei due esorcisti?
Avrebbero semplicemente seguito il copione adottato nelle parrocchie adibite a questo scopo. In alcune, dove si effettuano esorcismi collettivi, sono gli stessi parenti a portare il loro caro presunto indemoniato. Quindi non fuggono, si aspettano delle reazioni che, per effetto dell’aspettativa e della suggestione, non tarderanno ad arrivare. Collaborano quindi con il sacerdote esorcista a tener ferma la vittima indemoniata e ad aspettare la fine del rituale. Ma immaginate una persona che dopo il rituale, seppur più calma per effetto placebo, si convince di essere stata posseduta del demonio? Come immaginate che possa vivere nella grazia di Dio o con gli effetti di un trauma costruito non certo dal diavolo ma da chi gli ha impiantato questa idea?
E’ sempre più diffuso il fenomeno degli esorcismi di massa che si tengono in alcune località, in Puglia come altrove. Ha mai assistito a questi riti e cosa ne pensa?
Ho fatto molto di più che assistere a qualcosa del genere. Per motivi di studio ho visionato decine di registrazioni di esorcismi collettivi effettuati in varie parrocchie o sedi adibite allo scopo per poi poterne parlare nel mio libro e/o commentarle in alcune trasmissioni Rai. Il tutto per poter carpire qualcosa di insolito che potesse sfuggire dal vivo. Ebbene ci sono alcuni elementi insoliti ma non certo a sostegno della possessione, bensì il contrario. Alcuni esempi significativi? Donne con la gonna che si dimenavano e stavano attente affinché questa non si alzasse per evitare di far vedere al di sotto (è immaginabile un diavolo che rispetta la pudicizia di chi lo ospita?). O gente che sbavava ma che porgeva la guancia o la lingua al suo parente per farsi pulire. Cosa non ho mai osservato? Nessuna levitazione, nessuna forza superiore che andasse oltre le normali leggi della fisiologia umana, nessuna voce sovrumana se non forzatamente modificata, nessun fenomeno paranormale!

Giuseppe Ancona

Nuovi fondamentalismi cristiani

20 maggio 2010

Da un servizio di National Geographic apprendiamo l’esistenza, in alcune regioni del Messico, di devozioni di recente creazione che richiamano alla memoria culti già praticati in aree geografiche un tempo domini spagnoli o portoghesi quali la Santeria, il Candomblé, la Macumba (area brasiliana), o il Vudù (area haitiana).

Queste nuove credenze, come quelle già esistenti, nascono dal sincretismo di culti cristiani con culti animisti (ricordiamo che i culti animisti furono portati nel “nuovo mondo” dagli schiavi provenienti dall’Africa ed in seguito forzatamente indottrinati dal clero cattolico). In particolare spiccano la venerazione della Santa Muerte e Jesús Malverde. La prima, rappresentata come uno scheletro con falce coperto da una lunga veste, pare derivata dalla tipica iconografia medievale con cui veniva personificata la morte (vedere le immagini). Il secondo è una sorta di Robin Hood, dato che rubava ai ricchi per donare ai poveri (in effetti, come per Robin Hood, non è certo sia mai esistito).

È emblematica la circostanza che questi culti siano nati in concomitanza con un periodo estremamente critico per il Messico, attualmente alle prese con una forte crisi economica e con bande di narcotrafficanti che agiscono quasi indisturbati, ed in perenne lotta con le forze di polizia e tra di loro.

Ma forse ciò non deve meravigliare più di tanto ricordando le parole di Arthur Schopenhauer:

Le religioni sono come le lucciole: per brillare hanno bisogno del buio”.

Di seguito alcune immagini tratte dall’articolo

Per leggere l’articolo completo e visionare l’intera fotogallery:

http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2010/05/17/news/crimini_e_santi-25222/

Visita alla Mostra “Darwin 1809-2009” al Castello Svevo di Bari

6 febbraio 2010
Darwin 1809-2009

Darwin 1809-2009

A duecento anni esatti dalla nascita del grande scienziato e a centocinquanta dalla pubblicazione dell’Origine delle specie, la mostra Darwin 18092009 si trasferirà a Bari, presso il Castello Svevo.

Dopo essere stata nelle più importanti capitali del mondo, la mostra approda anche in Italia in una versione appositamente adattata e ampliata per il nostro paese da due grandi evoluzionisti come Niles Eldredge e Ian Tattersall.

Darwin 18092009 si basa sulla spettacolare mostra internazionale dedicata al padre della teoria dell’evoluzione dall’American Museum of Natural History di New York, in collaborazione con il Museum of Science di Boston, The Field Museum di Chicago, il Royal Ontario Museum di Toronto e il Natural History Museum di Londra.

Alla mostra parteciperà il Circolo UAAR di Taranto, accompagnati da Stefano Puglisi in rappresentanza del Circolo UAAR Bari, e Giacomo Grippa per la coordinazione regionale.

 

Per informazioni su come partecipare, visitare la pagina dell’evento:

http://www.iltaccodibacco.it/puglia/eventi/27072.html

Ogni informazione sulla mostra, invece, è disponibile all’indirizzo:

http://www.darwin2009.it/ita/index.php

Altro contenuto:

Articolo su sbattezzo

21 ottobre 2009

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=277450&IDCategoria=1