la prima forma di libertà è quella del pensiero

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Incontro con A.Picca

17 aprile 2011

L’11 aprile 2011 il circolo UAAR di Taranto ha organizzato un incontro presso la libreria Gilgamesh con Angela Picca, autrice del libro  Pietro Giannone, Storico, Avvocato e Giureconsulto (1676-1748). Il testo è un dramma  basato su  un approfondita  e documentata ricerca archivistica sulla vita di Pietro Giannone. Ed è sulla sua opera più famosa, la Istoria civile del Regno di Napoli che si è incentrato l’intervento della professoressa Angela Picca, presentata dal referente del circolo Giovanni Gentile.

Quale la colpa di Giannone che gli valse la scomunica? Questo è stato il perno della conferenza.

Certamente scrivere un acuto testo storico che, sebbene si basi su preconcetti politici  e presenti non poche imprecisioni (che comunque non ne sminuiscono le fondamenta), per la vastità degli argomenti trattati non aveva alcun precedente nella storiografia napoletana. La Istoria civile del Regno di Napoli è nello stesso tempo parte della storia del Cristianesimo sin dalle sue origini, con la  sua  lenta, progressiva diffusione, accompagnata  dalla altrettanto incalzante organizzazione episcopale della Chiesa, la quale, in seguito al vuoto amministrativo lasciato dall’impero bizantino, si trasformò, da organizzazione complementare ad apparato statale completo e giuridicamente autonomo. Nacque così il potere temporale e Pietro Giannone, nell’Iistoria come negli altri scritti, ne parla  con tono fermo e deciso ma mai irriverente, descrivendo, con assoluto distacco, la falsità della donazione di Costantino e poi difendendo implicitamente la laicità, contro gli abusi della struttura ecclesiastica.  Angela Picca ha spiegato, coinvolgendo i presenti in un interessante dibattito, come tra le accuse formulate dal Giannone alla Chiesa, in via non sempre diretta ma incidentale, vi fu senz’altro quella di aver ostacolato lo sviluppo in autonomia dello Stato italiano, ad esempio chiamando  gli Angioini a combattere gli Svevi.  Questi ultimi, sconfitti dalla battaglia di Tagliacozzo (1268), uscirono  definitivamente dalla scena italiana con la decapitazione dell’appena diciassettenne Corradino, “l’ultimo ghibellino”, da parte di Carlo I  d’Angiò.

Le conseguenze dello scritto del Giannone non si fecero attendere, la scomunica da parte della curia napoletana colse lo scrittore garganico quando era già a Vienna (1723).

Angela Picca ha poi raccontato con sapiente eloquenza le successive vicissitudini di Giannone scaturite dalla pubblicazione dell’altra opera più famosa, Il Triregno. Per questo testo la Curia romana si adoperò con tutte le sue forze per farlo arrestare, riuscendovi, con l’inganno, in un paese savoiardo al confine con Ginevra (1736).  L’arresto del Giannone servì, secondo una consolidata storiografia, da contropartita per la concessione di un concordato favorevole fra Torino e Roma.

Nel marzo del 1738 prestò formale abiura nella speranza di riconquistare la libertà ma nulla di tutto questo avvenne e  Pietro Giannone finì la sua vita terrena nel carcere della Cittadella di Torino, dopo 12 anni di prigionia.

La illuminante conferenza di Angela Picca si è conclusa con la lettura di alcuni dialoghi, basati sulla autobiografia del Giannone,  in cui emerge la fierezza, la profonda cultura e umanità di uno dei più illustri letterati della terra pugliese.

Pietro Giannone non era né ateo né agnostico, né aderì al calvinismo come qualcuno suppose. Giannone era un buon cristiano e, per ossequiare il precetto pasquale in una chiesa cattolica, da Ginevra,  dove si era rifugiato, andò in Savoia trovando il carcere, decretato dal governo torinese su  richiesta  del Cardinale Albani.

Valerio M. Lisi

Banchetto informativo del 17/03/2011

20 marzo 2011

Giovedì 17 marzo la sezione di Taranto dell’UAAR ha organizzato un banchetto in piazza Garibaldi per sensibilizzare la cittadinanza sulle radici laiche della nascita dell’Italia.

STORIA DEL 150° ANNIVERSARIO DELL’UNITA’ D’ITALIA

IL RAPPORTO CON UN NEMICO-ALLEATO: LA CHIESA

Lo Stato Pontificio dal 752 al 1870 si estendeva su buona parte dell’Italia centrale, esercitando così il potere temporale dei papi.

Fu con Napoleone che lo Stato Pontificio rischiò di scomparire quando nel 1798 venne proclamata la Repubblica Romana e un decennio dopo lo Stato Pontificio veniva formalmente abolito da Napoleone che dichiarava decaduto il potere temporale dei papi e Pio VII deposto e costretto all’esilio.

Terminati gli effetti della rivoluzione francese, nella penisola italica tornarono gli austriaci ed i vecchi sovrani degli “staterelli” italiani, compreso lo stato Pontificio con a capo il nuovo Papa Pio VII, ma l’insofferenza nei confronti del governo papale diede vita a delle società segrete che si diffusero rapidamente.

Con la restaurazione, cioè il processo di ristabilimento del potere dei sovrani assoluti, si attuarono misure reazionarie in tutti gli Stati italiani ed in particolare nello Stato Pontificio, dove la repressione fu addirittura una costante utilizzata come metodo di governo e dove le ribellioni erano domate da bande armate (i c.d. sanfedisti).

I principali difensori dello Stato Pontificio erano i Savoia e l’Impero austriaco, ma dalla metà dell’800 la politica del Regno di Sardegna mutò in senso anticlericale.

Dal 1840 in poi, tra le correnti di pensiero per l’unificazione dell’Italia ebbero rilievo quella liberale moderata di Gioberti che pensava all’Italia come ad una monarchia costituzionale di carattere liberale, in cui gli stati rimanevano sovrani, ma con a capo il papa che avrebbe assunto un ruolo di primo piano nella vita politica (c.d. neoguelfismo) e quella di Cavour, sempre sostenitore della monarchia, ma retta dal re Vittorio Emanuele II (Regno di Sardegna).

La prima ipotesi si dimostrò inefficace per raggiungere l’obiettivo dell’Italia unita, per cui col tempo prese il sopravvento la seconda perché Vittorio Emanuele aveva l’esercito più potente della penisola ed il suo regno era quello più avanzato, oltre che essere il sovrano più determinato a riunificare l’Italia.

Il 29 maggio 1855 il Parlamento di Torino approvò una legge che sopprimeva gli ordini religiosi ed ordinava l’incameramento e la vendita di tutti i loro beni. Il re Vittorio Emanuele II controfirmò, sancendo così la sua rottura definitiva con la Chiesa.

Nel maggio 1859 le popolazioni del Granducato di Toscana, della Legazione delle Romagne (Bologna e la Romagna), del Ducato di Modena e del Ducato di Parma scacciavano i propri sovrani e reclamavano l’annessione al Regno di Sardegna, soprattutto grazie, secondo l’opinione di alcuni storici, alla sapiente azione di agenti provocatori pilotati dal Governo piemontese.

Nel marzo 1860, quindi, restavano in Italia tre soli Stati indipendenti:

  • il Regno di Sardegna, con Piemonte (inclusa Aosta), Liguria, Sardegna, Lombardia (eccetto Mantova), Emilia, Romagna e Toscana;
  • lo Stato della Chiesa, con Umbria, Marche, Lazio (con Roma) e le exclave di Pontecorvo e Benevento;
  • il Regno delle due Sicilie, con Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia.

A questi tre stati bisogna aggiungere l’Impero Austriaco che possedeva ancora il Veneto, il Trentino e il Friuli, oltre al territorio mantovano.

Garibaldi, reduce dalla brillante campagna di Lombardia con i Cacciatori delle Alpi, organizza una spedizione per la conquista del Regno delle due Sicilie facendo ricorso all’arruolamento di volontari.

L’armamento ed i quadri, qualora non attinti dai Cacciatori, sarebbero giunti dall’esercito piemontese, così come i finanziamenti (le somme stanziate dal Piemonte per la spedizione ammontarono a lire 7.905.607 e saranno computate nel bilancio del nuovo stato unitario).

Il corpo di spedizione, al momento della partenza da Quarto, era composto da 1162 uomini e il più giovane di loro fu Giuseppe Marchetti che imbarcò all’età di 10 anni, 8 mesi e undici giorni, assieme al padre Luigi.

La sera del 5 maggio 1860, meticolosamente sorvegliata dalle autorità piemontesi, la spedizione salpò dallo scoglio di Quarto, simulando, come da accordi, il furto delle due navi (il Piemonte e il Lombardo).

Sbarcato a Marsala, Garibaldi ed i Mille una vittoria dopo l’altra conquistarono tutta l’Italia meridionale ad entrarono a Napoli, per scontrarsi con i borbonici nella decisiva battaglia del Volturno, dove (il 1° ottobre 1860) circa 50.000 soldati borbonici persero lo scontro con gli uomini di Garibaldi, i quali erano approssimativamente la metà.

Nei giorni successivi alla battaglia giunse il corpo di spedizione sardo, sceso attraverso le Marche e l’Umbria pontifici (dove aveva sconfitto l’esercito pontificio nella battaglia di Castelfidardo) e l’Abruzzo ed il Molise borbonici.

Il 21 ottobre si svolse un plebiscito per l’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno di Sardegna.

L’impresa dei Mille termina con l’incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II il 26 ottobre 1860 a Teano.

Il 4 e il 5 novembre 1860 si tennero i plebisciti per l’annessione di Marche ed Umbria, ma Roma restava protetta dal re di Francia Napoleone III che era, al contempo, il principale alleato e protettore del neonato Regno d’Italia.

Il 17 marzo 1861 re Vittorio Emanuele II firma la legge che fonda il Regno d’Italia.

Il 15 settembre 1864 la Francia e l’Italia stipularono una convenzione con la quale il Regno d’Italia si impegnava a non attaccare i territori della Santa Sede, mentre la Francia a ritirare le sue truppe dai territori papali.

Tuttavia a seguito della guerra franco-prussiana, Napoleone III venne sconfitto a Sedan definitivamente il 1° settembre 1870 tanto che il 4 settembre fu deposto e Vittorio Emanuele II ne approfittò per conquistare Roma.

Il 20 settembre del 1870 avvenne la presa di Roma da parte dei bersaglieri del re attraverso la breccia di Porta Pia: Roma fu proclamata capitale d’Italia e fu soppresso il potere temporale dei papi.

Nel 1871 il Parlamento emanò una legge che garantiva i diritti della Santa Sede nel Regno d’Italia, la c.d. legge delle Guarentigie (cioè legge delle garanzie per il pontefice), essa riconosceva al papa la più ampia autonomia ed indipendenza e la proprietà sui palazzi pontifici (palazzi del Laterano, la cancelleria a Roma e la villa di Castel Gandolfo).

La legge delle Guarentigie stabiliva, inoltre, che il Governo italiano non sarebbe intervenuto nella nomina dei vescovi, ma Pio IX non accettò la legge, e scomunicò perfino gli autori considerandosi prigioniero in Roma.

Nacque così la Questione Romana, che tormentò i rapporti tra Regno d’Italia e Chiesa cattolica per 59 anni.

Con la salita al potere, con mezzi assai discutibili, di Benito Mussolini, inizialmente acerrimo nemico della Chiesa, la Questione Romana fu risolta. Infatti Mussolini, per aumentare il consenso della popolazione cattolica, nel 1929 firmò i Patti Lateranensi, un accordo tra la Chiesa e lo Stato italiano dal quale nacque lo Stato della Città del Vaticano, nonostante l’ideologia fascista fosse agli antipodi di quella cattolica.

Dal 1929, con il Concordato, la Convenzione finanziaria ed il Trattato, alla Santa Sede era riconosciuta “la piena proprietà e la esclusiva ed assoluta giurisdizione sovrana sul Vaticano…”, riceveva un indennizzo per l’occupazione di Roma del 1870, erano riconosciuti “al sacramento del matrimonio, disciplinato dal diritto canonico, gli effetti civili” e veniva introdotto l’insegnamento religioso nelle scuole secondarie.

La Città del Vaticano è lo stato successore dello Stato Pontificio, fondato da un dittatore (Mussolini), con a capo un papa che lo governa con poteri di uno stato totalitario. Infatti l’art. 1 della costituzione vaticana statuisce: “Il Sommo Pontefice, Sovrano dello Stato della Città del Vaticano, ha la pienezza dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.

CIRCOLO UAAR TARANTO

taranto@uaar.it

il dibattito del 18 febbraio

24 febbraio 2011

Il dibattito del 18 febbraio ha fatto emergere profonde divergenze tra la parte laica e quella cattolica, ma questo è solo la conferma che, comunque la si pensi, il rapporto tra la sessualità e le credenze è di per sé conflittuale.

Le fedi e le credenze, intendendo per credenze qualsiasi teoria fondata su pregiudizi e sentimenti irrazionali di stampo religioso e non, cercano di asservire la sessualità a dogmi e teorie per allontanarla il più possibile da quello che è in realtà: una manifestazione di umanità e di libertà. E come tale non rispetta alcuna costrizione. Anzi la sessualità tra due persone adulte e consenzienti rifiuta qualsiasi condizionamento, perché la libertà è l’essenza stessa della sessualità e come tale sfugge a qualsivoglia regola improntata su fedi religiose o peggio ancora su credenze.

Per questo è sempre stata osteggiata e condizionata dalle fedi e per questo le loro regole sulla sessualità sono state sistematicamente violate dalla stragrande maggioranza degli stessi fedeli.

Giovanni Gentile

Coordinatore UAAR Taranto

1 febbraio 2011

versione4

http://www.uaar.it

http://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/

credenti si nasce..? dibattito tra atei, cattolici, valdesi e laici

9 ottobre 2010

manifesto definitivo3^ giornata nazionale dello sbattezzo Uaar.

Dibattito tra

 frate Ettore Marangi,

 prof. Roberto Nistri,

 pastore Winfred Pfannkuche,

 prof.Antonio Scialpi,

moderatore Giovanni Gentile coordinatore Taranto
26 ottobre 2010 h.17.30 palazzo della Provincia, sala delle conferenze, Taranto.

http://www.radiopopolaresalento.it/?s=sbattezzo

 

Uaar Taranto a Radio Popolare Salento

3 maggio 2010

Intervento dei rappresentanti dell’Uaar di Taranto a Radio Popolare Salento

Prima parte:


Seconda parte:

Visita alla Mostra “Darwin 1809-2009” al Castello Svevo di Bari

6 febbraio 2010
Darwin 1809-2009

Darwin 1809-2009

A duecento anni esatti dalla nascita del grande scienziato e a centocinquanta dalla pubblicazione dell’Origine delle specie, la mostra Darwin 18092009 si trasferirà a Bari, presso il Castello Svevo.

Dopo essere stata nelle più importanti capitali del mondo, la mostra approda anche in Italia in una versione appositamente adattata e ampliata per il nostro paese da due grandi evoluzionisti come Niles Eldredge e Ian Tattersall.

Darwin 18092009 si basa sulla spettacolare mostra internazionale dedicata al padre della teoria dell’evoluzione dall’American Museum of Natural History di New York, in collaborazione con il Museum of Science di Boston, The Field Museum di Chicago, il Royal Ontario Museum di Toronto e il Natural History Museum di Londra.

Alla mostra parteciperà il Circolo UAAR di Taranto, accompagnati da Stefano Puglisi in rappresentanza del Circolo UAAR Bari, e Giacomo Grippa per la coordinazione regionale.

 

Per informazioni su come partecipare, visitare la pagina dell’evento:

http://www.iltaccodibacco.it/puglia/eventi/27072.html

Ogni informazione sulla mostra, invece, è disponibile all’indirizzo:

http://www.darwin2009.it/ita/index.php

Altro contenuto:

La croce luminosa di Ginosa

21 ottobre 2009

CIMG63561Sul belvedere di Ginosa (TA) nel 2007, fu installata una croce luminosa alta circa sette metri; tale struttura oltre a essere esteticamente poco gradevole , viola il principio costituzionale di laicità. Infatti, nessun gruppo, per quanto numeroso, può appropriarsi di uno spazio pubblico a danno di un altro.I luoghi pubblici devono rappresentare tutti i cittadini e sopratutto non devono escludere nessuno.  Così un anno e mezzo fa comincio a indagare su questa costruzione,per sapere se è irregolare o meno, e decido di andare presso gli uffici comunali per prendere visione dei documenti che riguardano l’autorizzazione della costruzione della croce, facendo più volte richiesta orale e scritta. Fino ad oggi però non mi è stato mai concesso di vedere  i documenti, forse perché non esistono,chissà!

Il 12 giugno, su Tarantosera è stata pubblicata la replica dell’assessore ai lavori pubblici, Vincenzo Di Canio, il quale ha assicurato che l’installazione è “regolare”(?) e non pericolosa, trattandosi per di più di una croce di “soli tre metri”. L’assessore invitava tuttavia l’UAAR a fargli sapere qual è il suo simbolo, “così potremo valutare di sistemare in paese anche un monumento che lo rappresenti”.
L’UAAR ha preso sul serio la richiesta-provocazione, e nei giorni seguenti il segretario nazionale Raffaele Carcano ha inviato al Comune una lettera della quale ora segue un sunto:
Consci che atei e agnostici non hanno simboli univoci e dato che noi facciamo dell’autodeterminazione uno dei nostri valori fondanti; proprio perché tra i nostri principi vi è quello di impedire che qualunque simbolo ideologico sia imposto da una parte della cittadinanza a quella restante, ci sembra che una moltiplicazione di simboli sia dannosa per Ginosa.
(altro…)

Presentazione libro “Uscrire dal gregge”

21 ottobre 2009

Il 20 novembre 2009 alle h.17.30 alla libreria GILGAMESH in Taranto alla via Oberdan 45 presentazione del Libro di Raffaele Carcano e Adele OrioliUSCIRE DAL GREGGE; storia di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi” a cura del circolo UAAR di Taranto. Presenzierà l’autore Raffaele Carcano; introduzione del coordinatore circolo di Taranto Giovanni Gentile; interverrà il Prof.Roberto Nistri.

Uscire dal Gregge