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Archivio per novembre, 2010

CASTELLANETA (TA) : “NEI SECOLI FEDELE”…ALLA MADONNA??

24 novembre 2010

carabIl sito piazzanews.it (http://www.piazzanews.it/Notizie.asp?TABLE=NEWCAS&cod=582) riporta che Mons. Pietro Maria Fragnelli, vescovo della Diocesi di Castellaneta, ha officiato una  messa in onore della Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei Carabinieri. Presenti nella chiesa di San Michele Arcangelo, oltre al parroco, il  Comandante della Compagnia di Castellaneta, insieme a tutti i comandanti delle Stazioni dei Carabinieri della Compagnia (di Castellaneta, Castellaneta Marina, Laterza, Ginosa, Marina di Ginosa, Palagianello e Palagiano), i rappresentanti del Corpo Forestale, della Guardia di Finanza,  numerosi carabinieri   e alcuni assessori comunali.
Il Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Castellaneta, ha ricordato che sin dal 1949 il 21 novembre di ogni anno i Carabinieri si raccolgono intorno a Maria, rinnovando alla “Vergine Fedele” il giuramento di amore e fedeltà alla Patria con il motto “Nei secoli fedele”. Come?? Le forze dell’ordine della Repubblica Italiana che giurano fedeltà alla patria davanti a una madonna ( la Virgo Fidelis sia chiaro…non un’altra madonna…a proposito ma quante madonne esistono?? non ce ne dovrebbe essere una ?? ) !?? Non dovrebbero giurare davanti a un rappresentante della Repubblica ?? Oggi  abbiamo scoperto che i carabinieri sono un po’ come le “guardie svizzere”…
Purtroppo anche in queste piccolezze si può notare come si è ben distanti dal concetto di laicità , in tutti i campi….
A proposito…. visto che i Carabinieri fanno  giuramento ad una divinità..chissà se per diventare carabiniere si debba  essere solo cattolici ! 😀
Ridiamoci su!
(la foto è tratta da piazzanews.it)

Berardino Di Tinco

Benedetto profilattico. L’eccezione che conferma la dottrina (articolo della prof.Maria Mantello- da repubblica.it/micromega-online)

24 novembre 2010

pprPaolo VI nel 1968, in piena rivoluzione sessuale, condannava con l’Humanae Vitae i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio e ogni uso di metodi contraccettivi artificiali. «Il matrimonio – si legge nell’enciclica – è stato sapientemente e provvidenzialmente istituito da Dio creatore per realizzare nell’umanità il suo disegno di amore. Per mezzo della reciproca donazione personale, loro propria ed esclusiva, gli sposi tendono alla comunione delle loro persone, con la quale si perfezionano a vicenda, per collaborare con Dio alla generazione e alla educazione di nuove vite», e pertanto «qualsiasi atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita».

Benedetto XVI in occasione del 40° dell’Humanae Vitae ne riaffermava i contenuti: «La possibilità di procreare una nuova vita umana è inclusa nell’integrale donazione dei coniugi. Se, infatti, ogni forma d’amore tende a diffondere la pienezza di cui vive, l’amore coniugale ha un modo proprio di comunicarsi: generare dei figli. […] È questo il nucleo essenziale dell’insegnamento che il mio venerato predecessore Paolo VI rivolse ai coniugi e che il Servo di Dio Giovanni Paolo II, a sua volta, ha ribadito in molte occasioni, illuminandone il fondamento antropologico e morale».

Una continuità, che seppure con un linguaggio adattato ai tempi, riaffermava anche la tradizione dottrinaria della Chiesa. Si pensi ad esempio a quanto sosteneva s. Agostino: «se infatti si elimina la procrezione, i mariti non sono altro che turpi amanti, le mogli prostitute, il talamo un bordello». (Contra Faustum manichaeum, 15); Buono è il rapporto sessuale che procede da retta intenzione (procreare, ndr) ma è peccato se i coniugi cedono al piacere» Contra secundum Iuliani, 4.29). Su questa strada del “matrimonio rimedio” che giustificherebbe il rapporto sessuale, s. Tommaso d’Aquino innestava qualche secolo dopo il “matrimonio-medicina sacramentale”: «Contro il piacere sessuale era necessario usare una medicina speciale per mezzo di un sacramento» (Summa Theologiae, III q.65 a.1 ad 5).

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