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Archivio per gennaio, 2011

ma le statue non danno risposte

16 gennaio 2011

foto presepeHo letto sulla stampa dell’episodio verificatosi qualche giorno fa in Piazza XX Settembre allorché, dopo la distruzione di alcune pecorelle del presepe nei giorni precedenti, ignoti hanno prelevato anche la statua raffigurante il bambin Gesù per farla poi ritrovare a poca distanza “impiccata” a un albero. Noto che episodi del genere si stanno ripetendo con una certa frequenza nella nostra città: la ripetuta distruzione delle statue in gesso raffiguranti Padre Pio in piazza Umberto, ora sostituta da una massiccia statua in bronzo; l’apparizione di varie scritte dal contenuto blasfemo sui muri.

A proposito delle motivazioni che possono aver spinto dei ragazzi (almeno, così si pensa) a compiere simili gesti, si è parlato di <<vandalismo>>, <<blasfemia>> e <<degrado culturale>>.

Se questa è la spiegazione, resta da capire cosa possa aver generato in parte dei ragazzi di Martina tali pulsioni distruttive e qual è l’origine di questo <<degrado culturale>>.

Le responsabilità a mio parere potrebbero ricadere sulla stessa Città e sugli stessi paladini di statue e presepi: la maggioranza della nostra classe politica e dell’intellighenzia che sfila in tutte le processioni e inaugura brutte statue di padre Pio (dono non richiesto alla Città di una nota famiglia), mentre Martina avrebbe bisogno di opere, servizi, cose belle.

I giovani crescono assistendo impotenti al saccheggio dell’ambiente, all’edilizia selvaggia senza regole, alla mancanza di ogni senso civico e di moralità pubblica e privata; subiscono la mancanza di prospettive di lavoro e di crescita: tutto ciò rende questo Paese estraniante e molti desiderano andare via.

Come risposta consolatoria offriamo ai giovani una crescente imposizione di manifestazioni esteriori di religiosità, più vicine al paganesimo o alla superstizione, in ogni spazio pubblico: le processioni, le congreghe, le statue della Madonna di Lourdes che girano nelle scuole; la città del culto dei morti e della corsa ai loculi; le immagini di santi in uffici pubblici e ovunque; le proposte di intestare strade e piazze a santi e papi.

Che in questa situazione, ragazzi derubati delle proprie speranze e sogni indirizzino il proprio malessere contro una statua di gesso, non mi meraviglia: le statue di gesso (o di bronzo) specie quando vengono imposte, non danno risposte.

Giuseppe Ancona

(articolo apparso su EXTRAMAGAZINE settimanale del 14.01.2011)

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