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Archivio per gennaio, 2012

Russi ortodossi a Bari: pregate e pagate

26 gennaio 2012

emilianoUna grande amicizia in nome di san Nicola quella tra i baresi e il popolo russo, cominciata con un macabro trafugamento di ossa che avrebbe fatto della città pugliese la capitale della venerazione del santo da parte di cattolici e ortodossi. Correva l’anno del Signore 1087 allorché 62 intrepidi marinai di Bari riuscirono a raggiungere con tre navi Myra (Anatolia), terra allora sotto gli infedeli, per impossessarsi dei resti umani del vescovo. Nell’impresa batterono sul tempo i rivali veneziani che, sbarcati solo dopo 13 anni, raccolsero quei pochi frammenti rimasti, sufficienti appena a inventarsi la venerazione di un meno noto san Nicolò sulla laguna.

Negli ultimi dieci anni la presenza di russi e ortodossi che raggiungono il capoluogo pugliese e la Basilica di San Nicola è cresciuta in maniera evidente: in breve si è passati da pochi e timidi pellegrini, folcloristici con le loro litanie e funzioni interminabili, a presenze quotidiane di grossi gruppi che arrivano in aereo o in nave da crociera e sono ormai diventati i veri e indisturbati proprietari della cripta del santo. Ma la presenza di pellegrini non è limitata alla sola chiesa della città vecchia: terminate le funzioni anche le boutique e gioiellerie più esclusive della centralissima via Sparano ringraziano calorosamente il santo per la valuta pregiata che, grazie a lui, arriva nelle loro casse.

Dei turisti provenienti da fuori dell’Unione europea che vengono in Italia a spendere i propri soldi facendo shopping i Russi sono al primo posto con l’86% di quota di mercato. In Puglia ne sono arrivati circa 15mila nel 2011 e il numero dovrebbe salire anche grazie all’abbandono di mete culturali come l’Egitto o di altri paesi del mediterraneo attualmente poco tranquille.
Oltre allo shopping c’è chi scommette che dopo gli inglesi , i prossimi (facoltosi) stranieri disposti ad acquistare un trullo in valle d’Itria o una masseria del Settecento nel Salento, verranno dalla terra di Putin e Medvedev. L’economia russa (in realtà anche quella criminale) è in crescita: non esiste settore mondiale nel quale non ci siano investimenti dei nuovi straricchi dell’Est. L’idea a dire il vero non è originalissima: con l’esempio padre Pio in casa, anche altri amministrazioni pubbliche pugliesi, come la Regione guidata dal devotissimo Nichi Vendola, da tempo inseriscono nei cataloghi promozionali dei competenti assessorati al turismo percorsi spirituali, feste patronali, luoghi di santi e di miracoli e feste di patroni. Ma la cosa con i russi si fa più interessante: altro che i pullman parrocchiali per san Giovanni Rotondo, con i pellegrini con il pranzo a sacco portato da casa che alla città del santo con le stimmate lasciano solo gli spiccioli per il souvenir-statuetta-made-in china di san Pio e un caffè. Perché non cavalcare la fede vera, quella accompagnata da carte di credito Visa e dare inizio, ad esempio, alla sempre annunciata dismissione dei beni demaniali, se la cosa può essere un ottimo investimento?

È quello che deve essersi chiesto il sindaco di Bari Michele Emiliano, che il 23 gennaio ha formalmente e definitivamente regalato la chiesa russa ortodossa risalente al 1913 e situata nella centralissima via Benedetto Croce, quartiere Carrassi, di proprietà comunale, al patriarca ortodosso di Mosca. In realtà l’ex magistrato antimafia, ora primo cittadino, si è fatto prendere un po’ la mano, lanciandosi nella autocandidatura della propria città a sede di un concilio ecumenico o di riappacificazione tra cattolici e ortodossi. Il papa e il patriarca di Mosca davanti a un piatto di riso, patate e cozze annaffiato da Nero di Troia doc: che colpaccio! I diretti interessati per il momento non dicono nulla. L’industria dei pellegrinaggi attende sviluppi. Vuoi vedere che alla fine san Nicola sarà davvero un Santa Claus per l’economia pugliese?
Giuseppe Ancona (www.cronachelaiche.it)