la prima forma di libertà è quella del pensiero

Archivio per agosto, 2013

In calo l’8×1000 alla Chiesa, ma la pacchia continua (di Giacomo Grippa)

23 agosto 2013
francesco euroE’ stato pubblicato l’elenco delle somme incassate dalla Chiesa cattolica per l’anno “fiscale” 2010, cioè con l’ Otto X Mille calcolato su quello che i contribuenti versano allo Stato con le dichiarazioni dei redditi.
Un ulteriore calo per le entrate del Vaticano, meno 116 milioni di euro, scendendo all’ 82,01 %
C’e’ da precisare che la chiesa cattolica molto falsamente mena vanto per la scelta in suo favore dell’ 82,01 % dei contribuenti, dal momento che solo il 38% di questi esprime la scelta per la chiesa cattolica.
A questo 38% si aggiunge una percentuale delle quote dei contribuenti che non scelgono la destinazione e solo cosi raggiunge l’82,01.
Da chiarire che il contribuente cattolico di suo non versa niente, è lo Stato che dai soldi introitati dai cittadini, soldi diventati dello Stato, stacca l’8XMille da assegnare ai destinatari (Stato stesso e culti ammessi), secondo la “scelta” dei contribuenti.
C’e infine da precisare che lo Stato non controlla l’effettivo utilizzo di queste somme, come precisato nella legge 222/85.
Non verifica triennalmente, come da legge, il calcolo della ripartizione.
Ci sarebbe da sbugiardare il Vaticano, perché impiega delle somme ricevute solo il 20% per opere di carità, contrariamente a quello che propaganda, in televisione e sui giornali.
Comunque con le erogazioni ricevute con l’8XMille non dovrebbe percepire più come avviene ogni anno e da tutti Comuni anche il 7% degli oneri di urbanizzazione secondaria che il cittadino paga per il ritiro di una concessione  edilizia.
Questo 7% e’ fissato dalle Regioni, percentuale che non può imporre ai Comuni, ora forniti di propria, specifica autonomia.
Un Comune potrebbe erogare di piu’ o di meno, come potrebbe non erogare nulla, come stabilito dal Tar su un ricorso intentato dalla diocesi di Arezzo contro il Sindaco di Civitella Val di Chiana che aveva negato fondamento o ‘obbligo per tale erogazione.
Che pacchia o papacchia il mestiere del clero, tutto garantito: posto, pasto, ricreazione e pubbliche relazioni, tutto a spese dello Stato e le altre istituzioni pubbliche.
Quasi-quasi mi converto.
(Giacomo Grippa)

Fratelli d’Egitto (a cura della segreteria di Democrazia Atea)

22 agosto 2013
  • egyptLe notizie che riferiscono le testate giornalistiche italiane sugli scontri in Egitto lasciano spazio a molte perplessità. Innanzitutto, la maggior parte delle informazioni hanno come fonte Al-Jazeera, l’emittente televisiva finanziata dallo sceicco del Qatar, il quale è anche il più grande finanziatore dei Fratelli Mussulmani. Al-Jazeera è l’emittente più influente per il grande progetto di “fratellizzazione” islamica promosso dal Qatar, uno dei Paesi più ricchi del mondo, i cui cittadini hanno un reddito pro-capite di 103.000 dollari l’anno che può salire fino a 400.000 dollari. Il Qatar dispone di quantità incalcolabili di riserve di gas, mentre l’altra fonte di ricchezza del Paese è quella che gli deriva da una forma di schiavitù legalizzata degli immigrati. E’ il Qatar che ha finanziato l’opposizione siriana ed è responsabile per aver determinato la cruenta reazione di Assad, il quale ha reso ancor più sanguinario il suo regime pur di respingere l’islam politico finanziato dai qatarioti.
  • Da tempo il Qatar ha deciso di estendere il suo progetto di fratellizzazione islamica anche all’Egitto pur sapendo che in questo Paese sono molto forti le cosiddette forze laiche e le altre componenti religiose come i copti, i salafiti e gli islamici moderati. Il caos siriano dunque rischia di duplicarsi in Egitto. Nella crisi egiziana Al-Jazeera ha assunto un ruolo decisivo di influenza, omettendo di ricordare che il Presidente Morsi è sì stato deposto dall’esercito, ma solo dopo scontri e violente manifestazioni che hanno visto contrapporsi i suoi contestatori e i suoi sostenitori. Soprattutto è essenziale ricordare che l’esercito è intervenuto dopo aver ripetutamente chiesto a Morsi di evitare lo scontro nel Paese, ascoltando democraticamente le opposizioni. L’incapacità di Morsi e la sua chiusura alle richieste della popolazione, reiterate dall’esercito, hanno fatto il resto. Durante gli scontri i manifestanti anti-Morsi hanno aggredito numerosi giornalisti stranieri credendoli inviati di Al-Jazeera, proprio perché sapevano quale ruolo stesse giocando questa emittente.
  • Al-Jazeera ha presentato i Fratelli Mussulmani come vittime di un colpo di stato militare, ma ha omesso costantemente di riferire quale sia il grado di inumana violenza della quale sono protagonisti. Sui social network del Cairo sono stati pubblicati numerosi filmati amatoriali, i quali riprendono le aggressioni ad opera dei Fratelli Mussulmani contro la popolazione civile, ma nessuna di queste immagini è stata fatta circolare sulle televisioni. Conoscere la tipologia dei Fratelli Mussulmani protagonisti delle violenze è dirimente. Sono ormai a pieno titolo una organizzazione terroristica. Molti di loro sono stati richiamati dai villaggi sperduti dell’Egitto, e a costoro i capi hanno fatto il lavaggio del cervello per renderli disponibili a morire per una causa che non conoscono e che scambiano per una lotta in nome del loro dio. Se qualcuno di questi giovani, spaventato dagli scontri, ha chiesto soldi per tornare a casa, è stato minacciato dello sterminio della propria famiglia. Sono analfabeti e poveri, mediamente sempliciotti e dunque sono perfetti per essere manipolati, mandati al macello, senza rendersi conto che la vera partita la stanno giocando l’Arabia Saudita, che appoggia l’esercito, e il Qatar che finanzia il terrore, mentre loro sono pedine senza nome e senza storia. I video amatoriali che girano sui social network riprendono gli elicotteri militari mentre individuano le tende dei manifestanti islamici. Le tende sono state piazzate in alcuni punti strategici del Cairo, in prossimità delle piazze, e all’interno sono stati nascosti fucili e mitragliette. Non stupisce che Al-Jazeera non l’abbia detto.
  • Il canale televisivo più libero e più accreditato in questo frangente sembra essere CCTV Africa, e da questa emittente si apprende che i Fratelli Mussulmani hanno il controllo militare delle colline del Sinai e lo hanno inaugurato con l’uccisione dell’ingegnere Abdel Hamid Selmi, uno dei leader di Al-Fwakhriya tribù in Al- Arish, ucciso per il suo supporto alle forze armate per la cacciata di Morsi. Si apprende che Hamas dalla Palestina ha organizzato il proprio soccorso militare in favore dei Fratelli Mussulmani egiziani e che le infiltrazioni terroristiche sono già presenti da giorni. La solidarietà palestinese di Hamas si sta esprimendo non certo con dichiarazioni pacifiche, ma facendo entrare i fucili e mitragliette kalašnikov attraverso le colline del Sinai. Sui social network si moltiplicano le manifestazioni di solidarietà verso l’esercito da parte di donne e uomini egiziani contro la barbarie di quelli che ormai vengono chiamati da tutti Brothers Terrorists. In un video amatoriale si vedono egiziani scendere dai palazzi, porsi a fianco dei militari e lanciare sassi contro i Fratelli Mussulmani che invece sono armati fino ai denti e sparano non solo contro l’esercito ma contro la popolazione civile. L’urlo del ragazzino sfuggito alla ferocia ingiustificata dei Fratelli Mussulmani, scappato sulla torretta di un edifico, inseguito e buttato di sotto, risuona indelebile nelle orecchie di chi ha visto quella barbarie. Le donne in queste ore sono barricate in casa perché il numero degli stupri ad opera dei Fratelli Mussulmani è impressionante.
  • Essere contro i Fratelli Mussulmani non significa essere necessariamente a favore della svolta autoritaria militare. E’ noto a tutti che i militari hanno sospeso le garanzie costituzionali, proclamando uno stato di emergenza nel quale non c’è tutela né certezza dei diritti e diventa ogni giorno più difficile ipotizzare un ritorno alle garanzie democratiche. Di certo la barbarie dei terroristi islamici non appartiene a tutti quegli egiziani che avevano protestato contro Mubarak e che poi hanno protestato nuovamente contro Morsi.
  • L’Egitto non è dei Fratelli Mussulmani, e Democrazia Atea non ha alcuna solidarietà per chi stupra e uccide in nome di dio, anche se aveva vinto legalmente le elezioni.
  • La Segreteria Nazionale di Democrazia Atea

la badante moldava erede universale del prete (e la curia resta a bocca asciutta ) (di Luigi Tosti)

19 agosto 2013

tostiE’ notizia di ieri che “don” Giulio Gatteri, parroco di San Sebastiano di Lumezzane (Brescia) scomparso lo scorso 10 aprile, ha lasciato in eredità alla badante moldava circa 800mila euro tra contanti e titoli bancari, per riconoscenza dell’assistenza ricevuta negli ultimi dodici anni della sua vita. Questo lascito testamentario ha suscitato le “ire” della Chiesa Cattolica, che ovviamente non gradisce e non tollera che l’enorme refurtiva dell’8 per mille, accumulata dal “Don” in vita alle spalle dei contribuenti italiani, possa pervenire ad una badante, perlopiù di infima “razza” moldava. E’ per questo che la Chiesa Cattolica ha scatenato una battaglia legale davanti al Tribunale civile, al quale è stato chiesto di “bloccare il lascito” e di sequestrare preventivamente i conti chiesti da parrocchia e curia diocesana per fare luce sulla vicenda. In altri termini, si è ipotizzato che il defunto “Don” (che non è il rintocco della campana che segue il “Din”) si sia indebitamente appropriato, in vita, di danaro della Chiesa Cattolica. La vicenda in sé potrebbe sembrare esilarante, morbosa e piccante: la verità, purtroppo, è un’altra e, ovviamente, i cosiddetti “media” della Repubblica Pontificia Italiota si sono ben guardati dal rimarcarla. Essa si compendia nella domanda: come può un rappresentante di basso cabotaggio della Chiesa di papa “Francesco”, che strombazza ai 4 venti la “povertà” della sua Chiesa e la “beatitudine” di coloro che vivono in povertà su questo Pianeta, accumulare una simile ingente somma? La risposta -per gli italioti- è sempre la stessa: grazie all’8 per mille e grazie ai privilegi che i politici che reggono la Colonia Pontificia hanno accordato e accordano alla Chiesa Cattolica, mentre il popolo italiota seguita a sprofondare nella più nera indigenza. Non sappiamo quale sarà l’esito della immonda battaglia legale che si è scatenata per la spartizione della refurtiva: ciò che ci sconcerta è che i “media” e gli “italioti” non si indignino del fatto che il “Don” -come tanti altri “Don”- abbia accumulato parassitariamente tanti “din” alle spalle del Popolo Italiano, senza mai lavorare.

( articolo apparso sul blog di Luigi Tosti)

Democrazia atea denuncia: “disegno “piduista” nelle riforme costituzionali”

10 agosto 2013

carla corsetti

“il piano di rinascita democratica elaborato negli anni ’80 da Licio Gelli, silenziosamente sta trovando attuazione?”: è questo l’allarme lanciato dalla segretaria nazionale del partito Democrazia Atea, Carla Corsetti, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Lecce ieri 14 agosto. “Bipolarismo politico, ridimensionamento del ruolo dei sindacati, controllo da parte dell’esecutivo sull’esercizio dell’azione penale, esautoramento della centralità del parlamento, controllo dei mass media”: queste le inquietanti analogie tra quanto si leggeva nel documento rintracciato fortunosamente nel corso di una perquisizione tra gli effetti personali di Maria Grazia Gelli, figlia dell’ex materassaio aretino, e i recenti sviluppi del percorso di riforme costituzionali attuato dal governo di larghe intese, presieduto dall’On. Letta.
Democrazia Atea denuncia il tentativo antidemocratico di riforme costituzionali in atto, giustificate con la straordinaria situazione di crisi economica, e invita a sostenere le petizioni nazionali a tutela dell’art.138 della Costituzione,l’unico strumento legittimo per modificare attraverso il dibattito parlamentare, le nostre istituzioni.
Alla conferenza stampa il referente per Lecce della nuova formazione politica Giacomo Grippa, ha dato notizia della richiesta di accesso agli atti amministrativi della Provincia di Lecce, depositata la stessa mattina all’Ente oltre che presso l’Ufficio del Difensore Civico provinciale, e volta a far luce sulle recenti erogazioni di fondi da parte della amministrazione guidata da Antonio Maria Gabellone a favore di Caritas e oratori leccesi; secondo quanto sostiene Grippa, le scarse notizie riportate dalla stampa non chiariscono se prima della delibera ci sia stata la “preventiva presentazione dei progetti da finanziare” o l’inserimento in “specifici capitoli di spesa” e la fissazione di “criteri di rendicontazione”.
Domande legittime alle quali la documentazione richiesta e il difensore civico, dovranno fornire risposte.
Giuseppe Ancona