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Archivio per maggio, 2014

da che pulpito viene la predica… ( Silvius Laicos)

1 maggio 2014

Smaltita la sbornia clericale per la santificazione dei due papi, fomentata per oltre una settimana da stampa e tv, vediamo di tornare alle cose terrene e in particolar modo a quelle di casa nostra.

In occasione della settimana santa e dei suoi riti mi è capitato di ascoltare in una tv locale l’intervista che l’amico Angelo Di Leo ha fatto all’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro. Il nostro giornalista tendeva, con le sue domande, ad attribuire alla curia tarantina a gestione Santoro un supposto ruolo di supplenza nell’interpretare il sentimento di sgomento, rabbia e delusione dei tarantini nei confronti della propria classe dirigente tutta: istituzionale, politica, imprenditoriale, sindacale, per la pesante situazione socio-economica-ambientale in cui versa la città.

L’arcivescovo, guardandolo sornione, ammiccava ed annuiva e sembrava volersi tirare fuori, abilmente, dalle pesantissime e comprovate responsabilità della chiesa tarantina a gestione Mons. Benigno Papa dallo scandalo “Ambiente svenduto”.

Vorrei omaggiare l’amico Di Leo di alcune copie di un piccolo ma significativo libro del Prof. Roberto Nistri dal titolo “L’aspersorio e i poteri forti. La chiesa a Taranto nel ‘900”.

Lì troverà le circostanziate e documentate responsabilità della chiesa tarantina per il suo collateralismo al potere politico ed economico tarantino dall’unità d’Italia ad oggi.
Particolare attenzione viene riservata alla figura e al ruolo svolto dal fu Mons. Motolese nell’insediamento dell’Italsider,nelle speculazioni edilizie e nelle assunzioni degli operai.

A seguire viene analizzata la gestione “inquietante” della curia fatta da Mons. Benigno Luigi Papa. Non una parola sulla famigerata vicenda della “palazzina “laf” anche in occasione della visita allo stabilimento da parte di Giovanni Paolo II°. Non una parola sull’oltraggio all’ambiente e alla salute di Taranto e dei tarantini.

La cronaca degli ultimi anni, poi, si è incaricata di aprire uno squarcio nella rete delle “regalie e favori” che il “buon Archinà” elargiva sotto forma di “laute offerte” alle varie parrocchie della città.

Che gli italiani e i tarantini in particolare abbiano la memoria corta è cosa risaputa. Ma le ferite sono ancora troppo dolenti per stenderci sopra il famoso velo.

“DA QUEL PULPITO NON PUO’ PROVENIRE NESSUNA PREDICA”!

Silvio Bonavoglia ( Silvius Laicos)nistri