la prima forma di libertà è quella del pensiero

via quella baionetta dalla statua all’ingresso della città

foto giuseppe mazzagliaOra che i lavori di restauro e pulizia dell’arco di Santo Stefano a Martina Franca sono stati ultimati ed è in via di smantellamento l’impalcatura che lo ricopriva, apprendiamo casualmente  da un attento osservatore delle cose martinesi, il sig.Martino Tulipano, la vera origine della spada impugnata da san Martino.

L’arma metallica in questione, anch’essa restaurata totalmente, pare sia in realtà una aggiunta moderna dei primi del 900, e cioè un ex voto di un soldato martinese tornato vivo dal fronte; più precisamente una baionetta in dotazione ai fanti dell’esercito regio della Prima Guerra mondiale .

In ogni caso, quale che sia la data di collocazione dell’arma, sarebbe auspicabile una valutazione storico-artistica sulla opportunità di tenere o eliminare dalla statua restaurata la baionetta in questione visto che rappresenta comunque un elemento estraneo, aggiunto a distanza di secoli dalla creazione dell’opera.

Riguardo poi a San Martino il fatto che il santo venga raffigurato proprio nell’atto di dividere il mantello con il povero, e quindi esattamente nel gesto che lo rende il santo caritatevole   per antonomasia nell’iconografia cristiana, impugnando uno strumento che in concreto è servito a uccidere vite umane, appare un po’ contraddittorio.

Anche se a ben vedere l’immagine non stride con la storia personale del soldato romano distruttore di templi pagani; saremmo però curiosi di conoscere l’opinione in merito degli specialisti del settore: esegeti, preti e devoti di san Martino di Tours in genere.

C’è da sperare che qualcuno non prenda questo articolo come un suggerimento per sostituire la baionetta con una spada d’oro o d’argento pagata dai fedeli ad majorem dei gloriam.

in ogni caso a nostro parere l’esibizione di una vera arma di guerra su uno dei monumenti più rappresentativi della Città è fortemente in contrasto con ogni proclamata velleità di fare di Martina una città di pace, dato che la guerra non ha mai portato fratellanza o concordia tra i popoli, e quindi non occorre esibirne gli strumenti di morte all’ingresso della città.

Giuseppe Ancona

(foto di Giuseppe Mazzaglia www.giuseppemazzaglia.com )

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