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il silenzio di dio in carcere

laicitalia

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Un commento a “il silenzio di dio in carcere”

  1. Angelo dice:

    Se l’assistenza al malato o al carcerato, può essere d’aiuto a confortare il primo e a migliorare il secondo, ben vengano, sia se provengono da una confessione religiosa che da parte laica. Però consiglierei di sostituire la parola “spirituale” con “morale”. Essendo, infatti, la sfera spirituale legata necessariamente ad un a confessione religiosa, non ha senso inserirla nell’ambito dell’ateismo in quanto lo stesso rifiuta l’esistenza dello spirito perchè sarebbe la rappresentazione di un Dio che non esiste. In sostanza si cade in contraddizione perchè lo Spirito è necessariamente legato a Dio e se Dio non esiste ……
    Devo anche aggiungere che, anche per un carcerato ma più per un ammalato, il conforto che la persona avverte, in genere è legato ad una speranza. Quale speranza migliore della vita eterna non nella sofferenza ma alla luce di Dio? Quale migliore speranza del fatto che se si è nella luce di Dio molto probabilmente si è dato l’esempio affinchè anche i propri cari siano un giorno nella luce di Dio? In sostanza ci si ritroverebbe tutti nei cieli di Dio. Quale migliore speranza di questa?
    A proposito, ho notato che sul sito di laicitalia non è più possibile commentare; come mai?

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