la prima forma di libertà è quella del pensiero

furto reliquie di sant’Egidio: un misterioso personaggio le riporta al vescovo

marzo 22nd, 2014

A breve distanza dall’efferato triplice omicidio di stampo mafioso che si è consumato a Taranto, in cui un pregiudicato in libertà vigliata, la sua compagna e il figlio di pochi anni sono stati crivellati di proiettili in auto per strada senza che nessuno abbia visto nulla, un altro episodio, certamente meno grave ma non meno oscuro, si è consumato nella città pugliese. Il furto sacrilego di una teca settecentesca contenente le reliquie di sant’Egidio, sottratta dalla chiesa di san Pasquale, si è risolto in poche ore con la riconsegna dell’oggetto sacro nelle sicure mani dell’arcivescovo Filippo Santoro. A recuperare il maltolto non sono state le forze dell’ordine, ma una persona che ha voluto rimanere anonima, sconosciuta allo stesso prelato, che ha riportato personalmente l’oggetto di culto in curia. Questa la dichiarazione dell’arcivescovo secondo quanto riferisce il quotidiano locale Taranto Buonasera: «Sono da un lato rammaricato di questo atto oltraggioso verso un oggetto di culto, ma altresì commosso per la nobiltà d’animo della persona che ha voluto consegnare le reliquie del santo tarantino». Seguirà messa di riparazione, quel che serve per mettere la parola fine sopra a questa storiaccia, da celebrare domenica prossima nella chiesa di San Pasquale.

Restano però molti interrogativi. Ad esempio chi è lo sconosciuto che ha ottenuto di farsi ricevere personalmente dall’arcivescovo per restituirgli un corpo di reato e grazie a quali frequentazioni si è procurato in così breve tempo (“da terze persone”) una refurtiva così ingombrante. L’ignoto ricettatore avrà avuto dei validi motivi per non rivolgersi alla polizia e presentarsi invece con il voluminoso reperto direttamente in curia, dove sicuramente non ha dovuto fornire generalità né ampie spiegazioni. Quel che appare inaudito è come l’arcivescovo abbia accettato questo “dono” da parte del misterioso devoto, apparentemente senza esitazioni e senza porsi domande; eppure prima ancora che un atto sacrilego, un peccato emendabile con un gesto di ravvedimento e pentimento, c’era un reato e dei colpevoli da individuare e punire, e c’erano le forze di polizia impegnate nelle indagini.

Taranto è una città moralmente ed economicamente in crisi, in preda alla criminalità organizzata e a una classe politica sotto inchiesta per le collusioni con il grande avvelenatore Ilva. Una città nella quale si deve riaffermare il primato della legalità e della moralità nella vita civile. Ma per fare questo occorrono comportamenti pubblici che siano di esempio, da parte delle Istituzioni ma anche da parte degli uomini di Chiesa che tuttora godono di ampio credito. Per recuperare una reliquia rubata un vescovo non può mostrare approvazione e riconoscenza verso misteriosi personaggi che per devozione, ma senza metterci la faccia, si offrono come riparatori dei torti al posto dello Stato.

Stridono, a tal proposito, le parole pronunciate giusto ieri dal papa in occasione della XIX Giornata in ricordo delle vittime di mafia: «Il potere, il denaro che voi avete adesso da tanti affari sporchi, da tanti crimini, denaro insanguinato e potere insanguinato, non potrai portarlo all’altra vita. Convertitevi, c’è ancora tempo per non finire nell’inferno, quello che vi aspetta se continuate su questa strada». C’è poco da convertirsi, la criminalità organizzata mostra da sempre enorme devozione e rispetto verso la Chiesa, come dimostra (tra i tanti altri) l’episodio avvenuto in Puglia. Forse Bergoglio, invece di rivolgersi ai mafiosi – sempre in prima fila nelle messe domenicali e pronti a difendere il culto e gli oggetti di cui si serve – farebbe bene a chiedere ai suoi di prendere le distanze per primi da una devozione macchiata di crimine, come quella che ha fatto ricomparire magicamente, per miracolo della fede, la sacra reliquia al suo posto nella chiesa tarantina.

(Giuseppe Ancona) ( articolo apparso su www.cronachelaiche.it)

Salvatore Morelli tra Pozzuoli e Carovigno ( di Giacomo Grippa )

marzo 18th, 2014
Carovigno e Pozzuoli debbono diventare centri di richiamo del pensiero e dell’opera di Morelli, con attenzione alla complessità e completezza delle sue iniziative politiche, tese ad affermare il valore dell laicità,valore che di recente alcuni autori o autrici di libri o formazioni come le Acli tendono ad oscurare, limitando le proposte di legge di Morelli al solo “risorgimento” delle donne.
Morelli si battè contro l’approvazione della Legge delle Guarentigie, che era in favore del monarca del Vaticano, e nella sua opera principale “La donna e la scienza” esalta il ruolo delle donne ed auspica che le materie scientifiche facciano parte dei programmi scolastici.
Forse oggi avremmo bisogno ancora di una figura come Morelli

(Giacomo Grippa)

la Repubblica 18.03.2014

Parcheggi clericali: sei disabile? vai in chiesa a pregare

marzo 10th, 2014

Che associazione di idee deve aver fatto l’assessore comunale al traffico del comune di Martina Franca alle parole “disabile in auto”? Occorreva individuare nella rete viaria cittadina i nuovipoli di attrazione cittadina”lourdes, cioè i luoghi con maggiore affluenza di autoveicoli allo scopo di individuare nuovi posti auto da riservare al parcheggio per i disabili.

Naturalmente non esiste un luogo più frequentato rispetto ad altri da chi è portatore di disabilità, visto che chi si trova in detta condizione vive quotidianamente la città senza differenze dagli altri ( ma con molti ostacoli in più) e quindi va al lavoro, a fare la spesa, a pagare le bollette, a fare certificati in Comune, accompagna i figli a scuola, va al cinema e al ristorante.

Troppe esigenze da conciliareoccorreva studiare soluzioni radicali e rivedere il piano della viabilità, mentre invece serviva una soluzione facile, a poco costo, e che facesse fare bella figura…ecco allora l’associazione di idee tra disabile e Lourdes ( o san Giovanni Rotondo o Medjugorje, a seconda dei gusti) e senza complicare troppo le cose, arriva l’intuizione geniale:i disabili vanno in chiesa a pregare”: per ogni chiesa della città verranno ex novo creati nuovi parcheggi riservati.

E se siete disabili e dovete andare al supermercato, in libreria, al cinema o in banca sappiate che non è previsto un posto per voi, quindi cercate di farne a meno.

Sicuramente non un grande passo verso l’abbattimento delle barriere architettoniche ma un passo in più nell’inarrestabile clericalizzazione della città.

Giuseppe Ancona

una risata li seppellirà: un’ Oca anticlericale in libreria

dicembre 24th, 2013

 

Giuseppe Ancona

martedì 24 dicembre 2013 12:33

C’è un filo rosso che lega i diritti, o meglio la loro negazione, nel nostro Paese. Perché il diritto all’aborto, alla maternità consapevole, alle scelte sentimentali o sessuali, all’autodeterminazione in tema di fine vita, il diritto a una destinazione del denaro pubblico che sia slegata da interessi – legittimi quanto privati – di parte, non sono temi da affrontare singolarmente, bensì interconnesi tra loro in un tessuto culturale e sociale, quello cattolico, che li declina tutti insieme e in un’unica direzione.

Oca pro nobis – Controsillabo giocoso e irriverente si presenta come un esperimento letterario-musicale in cui si fondono insieme, in modo serio e divertente, tutti questi temi. Attraverso la politica, i dogmi di fede, la scienza, il sesso, il potere, il lettore passa rapidamente dall’uno all’altro per mezzo di canzoni e poesie satiriche, testi e disegni che svelano ben presto il filo conduttore: ripercorrere in una sorta di rassegna enciclopedica le imposture e prevaricazioni della dottrina cattolica presenti nella nostra società.

Il libro è molto più di una giocosa trovata degli autori, tutti impegnati a vario titolo nel campo della laicità: a dar vita all’Oca-Virgilio, la pennuta guida che conduce il lettore, ci sono le tavole e i disegni di Maria Turchetto, direttrice dell’Ateo, il bimestrale dell’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti), le schede dello storico Walter Peruzzi, che offrono materiale per una rivisitazione moderna del genere della satira anticlericale, e i versi di Carlo Cornaglia, musicati e interpretati da Filippo D’Ambrogi come si può ascoltare su ocapronobis.altervista.org.

A chi potrebbe essere destinato questo libro? Non solamente ai cultori degli stornelli in voga ai bei tempi del papa re, quando era più semplice decidere da che parte stare; quel che si scopre leggendolo, pagina dopo pagina, è che i nuovi papisti non vestono più i pantaloni alla zuava, ma si sono mimetizzati e sono presenti come non mai nella nostra vita, pretendendo di controllarla dalla culla alla bara. Lo sberleffo irriverente allora diventa un efficace antidoto, perché non c’è stato mai strumento più potente del ridicolizzare il tiranno per liberarsene.

Giuseppe Ancona

Carlo Cornaglia, Filippo D’Ambrogi, Walter Peruzzi, Maria Turchetto
Oca pro nobis – Controsillabo giocoso e irriverente
Odradek edizioni, 2013, 15 euro


Pastorelli di tutto il mondo, unitevi! il presepe nella sezione Pd a Maglie ( di Giacomo Grippa)

dicembre 21st, 2013
maglie_piazza E’ stato allestito un presepe nella storica sezione del PD di Maglie (Le), in via Orfanotrofio.
         Non si e’ fatta attendere la rimostranza di diversi iscritti per la inimmaginabile caratterizzazione confessionale del partito , tramite Luisa Forenza.
        Il segretario, Mattreo Calovero ha giustificato l’iniziativa, appellandosi e rivendicando il rispetto del principio di laicità che dovrebbe assicurare a tutti la liberta’ di pensiero.
         Il gruppo dei dissidente ha cosi’ deciso di astenersi dal frequentare la sezione per tutto il periodo delle festività.
         Il “pensiero” dei clericali che hanno tante occasioni per esternare il loro credo, nella chiesa come nella famiglia, fino alla scuola mira a mantenere una antistorirca egemonia, come al tempo in cui il cattolicesimo  era religione di Stato ed obbligatoria.
        La laicità, principio supremo del nostro ordinamento costituzionale, tutela la libera espressione delle proprie concezioni esistenziali, mettendo al riparo lo spazio pubblico, le istituzioni da prevalenze, privilegi o condizionamenti d’ogni tipo, ancora perpetuantesi.
       Laicita’ cioe’ e’ rispettare i luoghi pubblici come luoghi in cui tutti i cittadini debbono riconoscersi, senza egemonie o fondamentalismi.
       Proprio quello che e’ mancato  nella sezione del PD magliese che, ironia del luogo, si trova domiciliata in via Orfanotrofio, priva addirittura della eredita’ del pensiero democristiano del loro concittadino Aldo Moro.
       Giacomo Grippa (Lecce)

Tra amore sacro e amor profano: Renzo Rubino in chiesa

dicembre 20th, 2013

renzo-rubino-e1360935764110Apprendiamo che il talentuoso cantautore martinese Renzo Rubino, interprete della canzone ”Il postino (amami uomo)“ si esibirà come ospite d’onore nella chiesa di san Martino nel recital natalizio del 22 dicembre.

Per chi non conoscesse la canzone sanremese che ha portato Rubino alla ribalta nazionale, questa racconta di una storia d’amore (e fin qui nessuna novità); ma protagonisti sono due uomini che si amano e come si capisce senza tanti giri di parole dal testo, certamente non solo in modo platonico.

Sarebbe bello allora se in chiesa Renzo Rubino cantasse l’amore, non quello sacro ma quello terreno e profano, omosessuale o eterosessuale, con o senza aggettivi, accennando tra un inno a Gesù bambino e un’aria natalizia , a qualche strofa del suo ultimo successo.

Difficile che accada, ma ci piace immaginare che possa succedere proprio lì.

Sarebbe un regalo di natale per molti, a cominciare da quelli che pur essendo credenti prima ancora credono nella parità dei diritti e non considerano l’amore tra esseri umani, anche se dello stesso sesso,  qualcosa di sbagliato come invece continua a fare la Chiesa cattolica nonostante le finte aperture di papa Bergoglio, seguito in questo dal nostro parlamento più realista del re.

Agli artisti non viene certamente chiesto di fare politica o condurre battaglie civili, ma di trasmettere emozioni e di aiutare il pubblico a crescere con la bellezza della poesia.

Rubino è un artista e sa bene che anche solo una canzone può dare speranza e fiducia in se stessi, magari a qualcuno che si trova, come il postino della canzone, ad amare di nascosto chi come lui non ha curve; qualcuno che potrebbe trovarsi in basilica quella sera ad ascoltarlo.

Giuseppe Ancona

Aggiornamento: il concerto in basilica si è tenuto e alla fine Renzo Rubino ha cantato la canzone “scandalosa” ( per modo di re) Il postino. Chapeau. Complimenti a lui per il coraggio e la grinta. Bravi anche gli organizzatori e il padrone di casa per averlo lasciato libero di esprimersi.  
G.A.

Quando il parroco vuole fare il primo cittadino

dicembre 12th, 2013

Dopo la lettera aperta inviata al sindaco dal parroco della chiesa di San Martino, Civiltà Laica interviene e rispondepapa-francesco-don-franco-chiavi-620x300

“Egregio Don Franco,
Leggo con interesse sulla stampa la Sua lettera aperta al Sindaco in cui lo invita a mettersi in cammino al suo fianco (o forse intendeva dire un passo indietro?) nel progetto per fare di Martina la prossima “capitale italiana della cultura”.
Fatta eccezione per il tono leggermente paterno e confidenziale che utilizza con il nostro primo cittadino (ma Lei è comunque un prete e quindi padre) ho apprezzato e condiviso tutto o quasi: sono completamente d’accordo con Lei ad esempio sul fatto che Martina merita di porsi alla ribalta nazionale per le sue eccellenze professionali, artistiche e per le bellezze architettoniche e ambientali.
Tuttavia ritengo che non sia Lei la figura più adatta nella città per lanciare un simile appello e porsi come capofila dell’iniziativa.
Non che Le manchino capacità organizzative e progettuali o le giuste conoscenze; tutt’altro visti i successi che ha dimostrato di saper raggiungere con le sue eclettiche iniziative.
Ma se intende fare qualcosa per la Città, offra semplicemente, alla pari degli altri, la propria disponibilità e non detti regole e modi a tutti i possibili protagonisti: associazioni, artisti, intellettuali, imprenditori, sindaco incluso.
La cultura è principalmente apertura verso idee diverse dalle proprie, comprensione dei differenti modi di concepire la vita, libertà di pensiero.
Per spiccare il volo e uscire dalla dimensione di paese di provincia, Martina deve aprirsi al nuovo cominciando dal passo più difficile: il riconoscimento dei diritti civili, come è stato con l’elezione del consigliere comunale per gli extracomunitari, o per l’annunciata creazione di un registro delle coppie di fatto o del registro dei testamenti biologici, iniziative sulle quali non mi pare di averla vista sostenitore sulle prime pagine dei giornali. C’è da lavorare per una città attenta ai diritti di tutti a cominciare da quelli delle donne, che per contraccezione d’emergenza e aborto ad esempio devono poter disporre di un ospedale cittadino che non sia occupato da medici obiettori di coscienza. Ma anche su questo non credo che Lei sarà d’accordo. La città ha bisogno di momenti di festa e di incontro realmente laici e aperti, come la ricorrenza in agosto della fondazione della città, senza obbligatoria genuflessione al parroco di turno.
La Città che Lei rappresenta invece, grazie anche ai suoi colleghi, è quella chiusa nei confini della propria ritualità pagana, che vorrebbe portare i bambini delle scuole alle processioni dietro una reliquia; la città delle statue di santi di pessima fattura che deturpano piazzette storiche, delle congreghe e confraternite religiose centro di potere e di consensi elettorali, della rivalità tra parroci su chi abbellisce di più la propria chiesa con musei, campane, mosaici d’oro.
Martina è tante cose, tanti talenti e intelligenze, ma le menti hanno bisogno di spazi liberi per dare il meglio, non di pastori che le conducano.  Cordiali saluti”

Giuseppe Ancona

Laicità delle istituzioni, per san Pio si fa una eccezione

novembre 11th, 2013

A fine ottobre, come Cronache Laiche ha riportato, alcune scuole pubbliche del frusinate hanno partecipato in orario scolastico all’udienza papale del mercoledì in piazza San Pietro. Nei prossimi giorni la stessa sorte toccherà alle scuole e all’ospedale di Martina Franca (Taranto), con la differenza che la manifestazione sarà locale: gli studenti parteciperanno, sempre in orario scolastico, all’adorazione del guanto insanguinato di san Pio da Pietrelcina che verrà poi portato dentro l’Ospedale civile per essere visionato e adorato da malati e personale sanitario.

Mentre il caso di Frosinone ha sollevato a posteriori l’attenzione di qualche cronista, quello di Martina Franca ha suscitato la reazione dell’associazione Civiltà Laica, che in un comunicato chiede ai dirigenti delle strutture pubbliche in questione di «non consentire lo svolgimento e la partecipazione del proprio personale e degli studenti» a queste manifestazioni e di dare «opportune disposizioni per assicurare il normale e proficuo svolgimento delle funzioni assegnate nel rispetto della legge e del principio costituzionale di laicità delle Istituzioni». «Scuole e ospedali – si legge ancora nel comunicato – diversamente dai luoghi di culto, appartengono all’intera collettività, costituita non solo da cattolici ma anche da aderenti ad altre confessioni religiose o a nessuna, come nel caso di atei e agnostici».

Non ci sono dubbi sull’illegittimità di simili iniziative. Lo dice la Costituzione, lo conferma la Consulta, lo ribadiscono alcune sentenze dei tribunali amministrativi (una per tutte la n. 250 del 1993 del Tar dell’Emilia Romagna: «Il fatto più notevole e più antigiuridico è che le pratiche religiose e gli atti di culto, a torto ritenuti “attività extrascolastiche”, abbiano luogo in orario scolastico […] e vengano perciò previsti in luogo e sostituzione delle normali ore di lezione»). Ci si aspetterebbe che le istituzioni reagiscano, e anche fermamente. E invece una condanna anti laicaarriva proprio da un deputato della Repubblica, Gianfranco Giovanni Chiarelli (eletto nelle file del fu Pdl): «La richiesta avanzata da Civiltà Laica, che pretenderebbe di impedire la ostensione delle reliquie di San Pio in quelle scuole e in altre sedi pubbliche che hanno evidentemente accolto, quando non espressamente richiesto, la volontà popolare, è da ritenersi assolutamente irricevibile. Reclamare il diritto al laicismo, fatto questo assolutamente legittimo, pretendendo però di impedire di fatto il libero esercizio della libertà altrui, è contradditorio e pone chi lo propone al di fuori delle regole di una moderna democrazia. Proprio perché si tratta di luoghi pubblici tutti hanno diritto di manifestare il proprio credo e le proprie idee».

Spiace sentire da un deputato eletto sulla base di quella stessa Costituzione che sancisce la laicità delle Istituzioni un’argomentazione così confusa sui luoghi pubblici che sono, è bene ricordarlo, di tutti. Un conto è una manifestazione (autorizzata) in una pubblica piazza, alla quale partecipa chi desidera; un altro è l’imposizione di una cerimonia a una collettività riunita in una scuola o un ospedale. Chiarelli reagirebbe allo stesso modo se un partito politico organizzasse un convegno con la partecipazione delle scuole? O proponesse una campagna di tesseramento in ospedale? Eppure, come lui stesso afferma, nei «luoghi pubblici tutti hanno diritto di manifestare il proprio credo e le proprie idee».
Ma forse la cosa più grave è che un rappresentante del popolo parli di democrazia dimenticandone il più profondo significato che non è dittatura della maggioranza, ma rappresentazione di tutte le istanze della società, maggioritarie o minoritarie che siano. L’esercizio della libertà, principio indiscutibile del nostro ordinamento, ha un solo limite: quello del rispetto della libertà altrui. Nessuno vuole vietare a un cittadino la legittima e libera partecipazione a cerimonie religiose, ma queste non possono essere imposte d’ufficio a tutti gli altri. Un principio banale che evidentemente va ancora ribadito.

Un’ultima osservazione: Frosinone e Martina Franca sono solo due casi, per altro avvenuti a neanche un mese di distanza, di violata neutralità delle istituzioni pubbliche di cui siamo venuti a conoscenza. La domanda sorge spontanea: quante altre di queste cerimonie illegittime avvengono quotidianamente in ogni luogo d’Italia ma non fanno notizia perché ritenute “normali”, come se il cattolicesimo fosse ancora religione di Stato?

Cecilia M. Calamani (fonte Cronachelaiche)

foto extramagazine.eu

foto extramagazine.eu

una reliquia invadente in giro per Martina Franca

novembre 8th, 2013

guantocomunicato dell’Associazione Civiltà Laica

al Commissario della Provincia di Taranto

al Sindaco di Martina Franca

al coordinatore U.S.R. Puglia Ufficio XI – A.T.Taranto

Al Dirigente amministrativo Asl Ta

e p.c. agli organi di stampa, alle associazioni, ai sindacati, ai partiti

oggetto: reliquia di san Pio a Martina Franca

Gli organi di stampa danno notizia dell’arrivo e dell’esposizione a Martina Franca dal 9 al 13 novembre di una reliquia costituita da un guanto insanguinato appartenuto al santo Pio da Pietrelcina.

I promotori dell’iniziativa, la locale Parrocchia di Cristo Re e un comitato spontaneo di preghiera, prevedono che per l’evento numerosi credenti e devoti giungeranno anche dai paesi vicini per vedere l’oggetto appartenuto al santo.

Il programma diffuso dalla stampa parla poi della partecipazione delle scuole di Martina Franca alla visione e adorazione della reliquia nei giorni 12 e 13 novembre nella chiesa di Cristo Re, da tenersi in orario scolastico a partire dalle h.09.00

Analoga cerimonia ed esibizione è prevista con l’ingresso solenne del guanto all’interno dell’Ospedale Civile di Martina Franca in data 11 Novembre h.15.00,  in pieno orario lavorativo.

Tanto premesso, l’Associazione Civiltà Laica ritiene che l’attenzione verso le credenze religiose e la fede dei cittadini devoti al santo non giustifichi l’annunciata occupazione di luoghi e spazi appartenenti alla collettività che, per la loro stessa natura, devono essere centri di progresso, studio, integrazione e pluralismo, necessariamente neutri rispetto a qualsivoglia manifestazione confessionale.

Scuole e ospedali, diversamente dai luoghi di culto, appartengono all’intera collettività, costituita non solo da cattolici ma anche da aderenti ad altre confessioni religiose o a nessuna,  come nel caso di atei e agnostici.

Si segnala inoltre come lo svolgimento di tali rituali in orario lavorativo, comporterebbe un intralcio alla normale attività di insegnamento e di assistenza sanitaria, distogliendo il personale dalla occupazioni usuali e con una grave violazione del diritto alla riservatezza sulle convinzioni personali di professori, insegnanti, medici e dipendenti, tutti costretti loro malgrado a presenziare a riti confessionali sul posto di lavoro.

Tanto premesso, si chiede che ciascuno dei destinatari della presente, nella rispettiva qualità e competenza, si adoperi per non consentire lo svolgimento e la partecipazione del proprio personale e degli studenti alle suddette manifestazioni nei luoghi e orari indicati, dando opportune disposizioni per assicurare il normale e proficuo svolgimento delle funzioni assegnate nel rispetto della legge e del principio costituzionale di laicità delle istituzioni.

Si allega notizia di stampa http://www.martinanews.it/arrivano-le-reliquie-di-san-pio-il-programma

Martina Franca 8/11/2013

Giuseppe Ancona (referente per la prov. di Taranto  dell’associazione Civiltà Laica)

Come dite in America “Laicità”? Salvatore Morelli e la nipote di JFK

ottobre 27th, 2013

220px-Morelli_SalvatoreLecce: Kerry Kennedy la lotta delle donne la speranza…in papa Francesco…ignorando Morelli ( di Giacomo Grippa)

Ho partecipato, ieri, alla inaugurazione della mostra di Marcello Reboani,  di ritratti di note donne, opera  dedicata al tema delle donne e dei diritti umani, con la risonanza, dovuta alla presenza di Kerry Kennedy, figlia di Robert e nipote del presidente USA, John Fitgzerald.
Nel successivo incontro mattutino, nell’Hotel Risorgimento, primeggiante il ritratto di Malala Yousafzai si e’ dibattuto sulla problematica dell’ effettivo riscatto emancipatorio delle donne, ormai piu’ protagoniste in tutto il mondo, rispetto al 1948, data di approvazione della relativa Dichiarazione universale.
Ladi Kennedy ha sollecitato l’ armonica affermazione del ruolo delle donne con temi e esempi, meritevoli e concreti, ma un po’ datati e di tipo tradizionale, ricondotti anche all’alveo confessionale, rispetto alle elaborazioni ed attestazioni delle nuove rappresentanze femminili, impegnate a sostenere non solo le battaglie di sempre per l’ uguaglianza, ma anche ad affermare il “pensiero della differenza”, proprio delle donne.
E’ rimasta  senza risposta un mio quesito posto su come superare l’ostacolo al “Risorgimento delle donne”, rappresentato dalle idoelogia e pratiche di alcune religioni: non per niente per la traduttrice non esisterebbe in Usa un termine equivalente al principio di laicita’.
Non dimentico che fu proprio un “patriota salentino”, Salvatore Morelli ad auspicare, dal 1861 al 1880, da consigliere comunale a Napoli e parlamentare,  il “Risorgimento delle donne” e il “pensiero della differenza”, con la prima presentazione in Europa di leggi per il voto alle donne, diritti civili e giuridici ed un nuovo diritto di famiglia, ancora oggi non attuato.
Piu’ che dimenticato, Morelli resta oscurato, su di lui si perpetua indecentemente la congiura del silenzio, specialmente ad opera dell’ accademia salentina che nelle varie iniziative sul 150.mo anniversario dell’Unita’ d’Italia si e’ guardata bene dal citare quell’anticlericale Morelli che si batte’ per la scuola pubblica, laica ed obbligatoria, per la sostituzione del catechismo con le materie scientifiche e contro la legge delle Guarentigie, a favore del papa ri-Re
(G.Grippa)