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	<title>.: Taranto laica :.</title>
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	<description>la prima forma di libertà è quella del pensiero</description>
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		<title>il cavallo di Troia (di Carla  Corsetti)</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 20:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ancona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IL CAVALLO DI TROIA
Una più che sintetica ricostruzione di quanto accaduto negli anni precedenti diventa la cornice necessaria nella quale inserire una valutazione sull’operato di Monti.
Dobbiamo partire dalla crisi degli Stati Uniti del 2008 quando la parola più pronunciata nei telegiornali nostrani, era “subprime”.
Molti ricorderanno i debiti “subprime” ovvero prestiti per acquisti immobiliari concessi senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tarantolaica.it/web/2012/05/13/il-cavallo-di-troia-di-carla-corsetti/mario-monti1-large/" rel="attachment wp-att-1056"><img src="http://www.tarantolaica.it/web/wp-content/uploads/2012/05/mario-monti1-large.jpg" alt="mario-monti1-large" title="mario-monti1-large" width="500" height="299" class="alignleft size-full wp-image-1056" /></a>IL CAVALLO DI TROIA</p>
<p>Una più che sintetica ricostruzione di quanto accaduto negli anni precedenti diventa la cornice necessaria nella quale inserire una valutazione sull’operato di Monti.<br />
Dobbiamo partire dalla crisi degli Stati Uniti del 2008 quando la parola più pronunciata nei telegiornali nostrani, era “subprime”.<br />
Molti ricorderanno i debiti “subprime” ovvero prestiti per acquisti immobiliari concessi senza garanzie anche a coloro di cui era certa l’insolvenza, allo scopo di mantenere alti quegli stessi livelli di profitto che le banche d’investimento avevano realizzato già nel 2004 con la cosiddetta “bolla immobiliare”.<br />
I debiti subprime erano la materializzazione delle ragioni della speculazione e del profitto e avevano trascinato gli Stati Uniti verso una crisi peggiore di quella del 1929.<br />
Mentre nella crisi del 1929 i maggiori protagonisti erano state le imprese, nella crisi del 2008 le vittime erano i cittadini.<br />
Il governo americano, guidato dal Presidente George Bush, di cui è noto ai più il quoziente intellettivo, nella idiota convinzione che il mercato si sarebbe autoregolato, non intervenne e ignorò le segnalazioni che arrivavano da economisti autorevoli.<br />
Durante il periodo Bush il mercato finanziario faceva, e fa ancora oggi riferimento, a cinque banche d’investimento, ovvero Goldman Sachs, Morgan Stanley, Lheman Brothers, Merrill Lynch, Bear Sterns.<br />
Tra le banche citate, la più potente è senza dubbio la Goldman Sachs la quale già nel 2004 aveva fatto approvare da una Commissione governativa la possibilità di innalzare i propri limiti d’indebitamento, praticamente un via libera alla speculazione che non metteva solo a rischio le stesse banche d’investimento, ma l’intero sistema economico, purtroppo non solo statunitense.<br />
Le banche come la Goldman Sachs che avevano brindato ai profitti immobiliari e che avevano concesso prestiti anche a chi non li avrebbe mai restituiti, non erano rimaste a guardare e avevano inventato una colossale frode, intuendo che quei debiti ingestibili avrebbero potuto essere trasformati in “misteriosi” pacchetti finanziari da vendere sotto forma di cartolarizzazioni.<br />
In questo modo avrebbero continuato a guadagnarci sopra e nel contempo avrebbero spalmato su altri soggetti un rischio che altrimenti non sarebbero state in grado di gestire.<br />
Attraverso il processo di cartolarizzazione, i mutui subprime si incrociarono con i prestiti e si trasformarono nei cosiddetti CDO collateralized debt obligation; i CDO a loro volta vennero piazzati presso altre banche.<br />
Un altro processo di cartolarizzazione prese il nome di CDS, credit default swap; i CDS sono stati venduti in Europa in quantità incalcolabili.<br />
I CDS sono delle polizze paragonabili ad una scommessa sulla insolvenza dei debitori, sicché si guadagna di più sul default che sul pagamento del debito.<br />
Quasi tutte le banche europee si sono avventurate nell’acquisto di queste autentiche bufale contabili.<br />
Attraverso il meccanismo della cartolarizzazione dei debiti in prodotti derivati, la crisi immobiliare americana si è trasformata in una crisi finanziaria europea, il cui primo effetto è stato quello di una contrazione di liquidità e i primi ad esserne colpiti sono state le famiglie e le imprese.<br />
Per arginare la crisi statunitense, legata alla contrazione di liquidità, il governo Obama decise di rifinanziare con i soldi pubblici le banche di investimento.<br />
61 miliardi di dollari sono andati alla Goldman Sachs ovvero alla banca che aveva la maggiore responsabilità della crisi statunitense e europea.<br />
Una parte di quei soldi pubblici ricevuti, la Goldam Sachs anziché utilizzarli per ricapitalizzarsi, li ha utilizzati per paralizzare il Congresso americano affinché non adottasse una legge di regolamentazione dei derivati (CDO e CDS).<br />
Un suicidio.<br />
In Grecia la Goldman Sachs è responsabile per aver creato un artificio contabile, o forse sarebbe meglio dire un falso in bilancio, attraverso il quale la Grecia ha potuto presentare una contabilità che gli consentiva di entrare nell’area euro.<br />
Ma il ruolo della Goldman Sachs nel fallimento della Grecia non si esaurisce qui.<br />
La Goldman Sachs prima ha venduto alla Grecia una quantità impressionante di CDS per garantirla, attraverso quelle obbligazioni, dal rischio default.<br />
Successivamente attraverso le agenzie di rating con le quali è collegata, ha innescato il rischio default perché solo così avrebbe guadagnato sul rialzo di quelle assicurazioni (CDS) inventate apposta per arginare quel rischio specifico.<br />
Alcune agenzie di stampa hanno riferito che dopo aver innescato il rischio default in Grecia la Goldman Sachs aveva più liquidità della banca centrale americana, la FED.<br />
E’ stato come stipulare una assicurazione sulla morte indicando sé stessi beneficiari e poi provocare la morte dell’assicurato.<br />
Sappiamo come è andata a finire in Grecia con la riduzione dell’assistenza sanitaria, con la riduzione degli stipendi, con l’annullamento del sistema sociale.<br />
Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se la Grecia fosse uscita dall’euro.<br />
Sicuramente sarebbe crollato il sistema bancario e fin qui, poco male; la Grecia avrebbe dichiarato di non essere in grado di pagare i propri debiti subendo un periodo di isolamento internazionale, giusto il tempo necessario per mettere in piedi politiche protezionistiche per favorire le esportazioni e allontanarsi gradualmente dalla povertà.<br />
Il piano di salvataggio imposto alla Grecia invece ha fatto sì che rimanesse, purtroppo, nella zona euro.<br />
Con il mantenimento dell’euro la Grecia sicuramente patirà la riduzione dell’assistenza sanitaria che, a sua volta, aumenterà il numero di morti per impossibilità di cura; patirà la riduzione dell’assistenza sociale che a sua volta farà aumentare la criminalità; subirà la privatizzazione di tutto il vendibile e gli speculatori sono già ai nastri di partenza pronti a comprare per pochi spiccioli.<br />
La povertà è assicurata per i prossimi cento anni e forse più.<br />
Non basteranno le lacrime di tutti i greci per rimpiangere la dracma.<br />
Veniamo in Italia.<br />
Nella Goldman Sachs sembra che ogni decisione sia paragonabile ad un festino orgiastico a base di cocaina, nel quale non si conoscono limiti e dopo aver distrutto uno Stato si passa al successivo.<br />
Le mire della Goldman Sachs, dopo la Grecia, si sono spostate verso l’Italia.<br />
In Italia il personaggio più scomodo per la Goldman Sachs non era certo Berlusconi al quale bastavano pochi specchietti luccicanti per imbonirlo.<br />
L’unico personaggio in grado di rendersi conto del pericolo di una autocrazia finanziaria sovranazionale era Tremonti, il quale ha la grave responsabilità di aver concentrato su di sé, in un delirio di onnipotenza, il Tesoro, la Finanza e l’Economia, facendosi legittimare da una classe politica nella quale i nani e le ballerine di craxiana memoria, al confronto, erano degli statisti.<br />
Per far cadere Tremonti era necessario far cadere Berlusconi.<br />
Nel novembre 2011 si è registrato un tonfo delle azioni Mediaset; di lì a qualche giorno Berlusconi si è dimesso.<br />
Già nei primi giorni di novembre 2011, prima dell&#8217;annuncio delle sue dimissioni, la Goldman Sachs aveva disegnato gli scenari del dopo Berlusconi annunciando un governo di tecnocrati guidato da un “outsider” e tutto questo avveniva quando già il nome di Monti era sulla scrivania di Napolitano da qualche settimana.<br />
Non c’era una stella cometa ad annunciare il bambinello, quanto piuttosto una crescita fuori controllo dello spreed causato dall’azione speculativa della Goldman Sachs che aveva innescato lo schiacciamento del valore dei BTP facendone crollare il valore per riacquistarli a prezzi stracciati.<br />
Ed è sempre la Goldman Sachs che ha preparato il terreno affinché l’outsider “consigliato” alla successione di Berlusconi potesse essere un “suo” uomo, ovvero Mario Monti.<br />
Monti è International Advisor per Goldman Sachs, precisamente è membro del Research Advisory Council del “Goldman Sachs Global Market Institute” e ricopre questo incarico dal 2005, proprio negli anni dei CDO e dei CDS.<br />
Gli uomini della Goldman Sachs hanno sempre ricoperto ruoli chiave nell’economia mondiale, dalla presidenza della FED al Tesoro negli USA.<br />
Oggi a capo della BCE c’è Mario Draghi che è stato vicepresidente della Goldman Sachs.<br />
Sia Monti che Draghi hanno lavorato per la Goldman nel periodo in cui è stata pianificata la frode colossale che ha determinato la crisi statunitense prima ed europea dopo.<br />
E’ legittimo dubitare della loro capacità se dobbiamo affermare che non se ne erano accorti.<br />
E’ invece legittimo dubitare della loro onestà intellettuale se dobbiamo affermare che ne erano al corrente.<br />
Tremonti, dal canto suo, ha la grave responsabilità di aver adottato misure che hanno innalzato il debito pubblico fino al 120 per cento del PIL e di aver spianato la strada al “governo dei banchieri” mentre forse si era illuso di poter fare “tutto da solo” in una delirante autoreferenzialità che abbiamo appena cominciato a pagare.<br />
Tremonti ha la responsabilità di aver intuito in anticipo le manovre dell’autocrazia finanziaria statunitense e di non aver fatto nulla per impedirle, appoggiando il governo del malaffare fino al punto da far percepire Monti come un salvatore della patria.<br />
Le soluzioni di Monti non sono condivisibili, non risolveranno né il debito pubblico né la crescita ma in compenso alimenteranno il nostro livello di povertà rendendolo irreversibile.<br />
I provvedimenti di Monti sono stati, finora, indirizzati al contenimento della spesa nel tentativo di arginare la speculazione innescata sui titoli del nostro debito pubblico.<br />
Il contenimento del debito non può essere separato da una visione politica generale.<br />
Per risolvere una situazione come quella italiana non è sufficiente fare il ragioniere, con tutto il rispetto per questa categoria professionale, e una crisi finanziaria non si risolve con “toppe” ma con un disegno organico che nasca dalla politica, intesa come arte di amministrare, e non certo dalla contabilità .<br />
Se il debito pubblico è stato “sollecitato” dalla spinta speculativa, la manovra di Monti si risolve in un fuor d’opera: abbiamo buttato l’acqua nel secchio bucato e ci siamo impoveriti per nulla.<br />
In tutto questo affaccendarsi nel mettere a posto i conti in senso ragionieristico, ha una sua parte di responsabilità anche Napolitano.<br />
Craxi è sicuramente detestabile per tutto quello che ha combinato, ma dobbiamo dargli atto che Napolitano lo aveva calibrato bene quando lo definiva come “uno che fa finta di non vedere”.<br />
Le alternative sono preso a dirsi.<br />
Nell’agosto 2010 Democrazia Atea aveva proposto, quale soluzione politica, una temporanea e graduale uscita dall’eurozona, con la creazione di un euro di secondo livello, nel quale inglobare anche Portogallo, Grecia e Spagna.<br />
La svalutazione dell’euro nazionale avrebbe potuto essere programmata dalla stessa BCE che avrebbe stabilito tempi e modalità; durante questa uscita temporanea l’Italia avrebbe dovuto riassestare il debito pubblico per poi rientrare senza il rischio di trascinare nella propria crisi gli altri Stati europei.<br />
Se questa soluzione sia ancora praticabile è adesso difficile a dirsi ma non riteniamo sia impossibile.<br />
Le alternative più immediate per la soluzione della crisi italiana sono quelle già contenute nel programma politico di Democrazia Atea: 1. Abrogazione di ogni finanziamento diretto o indiretto alle organizzazioni religiose; 3 Adozione di una legge sul conflitto di interesse che inquina gli interventi pubblici dirottando risorse pubbliche nei forzieri privati; 13. Incentivazione della ricerca scientifica, unico vero motore di ricchezza nel lungo termine; 15. Abrogazione di ogni forma di finanziamento alle scuole private che si risolvono in un depotenziamento delle scuole pubbliche; 21. Azzeramento della partecipazione delle banche private alla redistribuzione degli utili e del patrimonio della Banca d’Italia; 25. Razionalizzazione della spesa farmaceutica; 27. Abrogazione delle leggi sul precariato; 34. Inserimento di un tetto allo stipendio dei manager pubblici, 35. Sostituzione delle fonti energetiche con quelle rinnovabili; 48. Abrogazione dell’8&#215;1000 alle organizzazioni religiose; 66. Ritiro delle forze armate dagli scenari di guerra e riduzione drastica ed immediata di tutte le spese militari.<br />
Le soluzioni proposte da Democrazia Atea hanno un presupposto fondamentale ovvero che la sovranità italiana appartenga ancora al popolo italiano e che la Costituzione italiana sia ancora il nostro riferimento comune.<br />
Non appena Napolitano avrà ratificato il Trattato istitutivo del MES, meccanismo europeo di stabilità, non sarà più così.<br />
Gli Stati che aderiranno al MES avranno un vincolo permanente dal quale non potranno più tirarsi indietro.<br />
Il MES godrà di una incondizionata immunità e nessuna autorità giudiziaria potrà mai sindacarne l’operato.<br />
Nessun Parlamento nazionale potrà sottrarsi alle decisioni imposte dal MES e nemmeno il Parlamento Europeo potrà modificarne i poteri.<br />
E’ la definitiva dittatura della finanza sui popoli e sulle istituzioni, ideata da un gruppo di banchieri che hanno in grande disprezzo la democrazia.<br />
Il MES strangolerà le economie degli Stati membri perché è un meccanismo-mostro che divora tutto.<br />
Mario Monti è il suo perfetto cavallo di Troia.<br />
(Carla Corsetti segretario nazionale di <a href="http://www.democrazia-atea.it/">Democrazia Atea</a>)</p>

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		<title>Le sette domande Uaar: risponde Dante Capriulo</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 08:56:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ancona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ELEZIONI AMMINISTRATIVE – 7 DOMANDE IN ATTESA DI RISPOSTA – 
Il CIRCOLO UAAR di TARANTO, in occasione delle Elezioni Amministrative del 6 e 7 Maggio 2012 rivolge ai Candidati a Sindaco del Comune di Taranto alcune domande sulla laicità delle istituzioni e sulle decisioni che la prossima Amministrazione Comunale vorrà adottare per garantire questo supremo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ELEZIONI AMMINISTRATIVE – 7 DOMANDE IN ATTESA DI RISPOSTA – </p>
<p>Il CIRCOLO UAAR di TARANTO, in occasione delle Elezioni Amministrative del 6 e 7 Maggio 2012 rivolge ai Candidati a Sindaco del Comune di Taranto alcune domande sulla laicità delle istituzioni e sulle decisioni che la prossima Amministrazione Comunale vorrà adottare per garantire questo supremo principio costituzionale. Non appena ci perverranno le risposte verranno rese pubbliche così da permettere ai cittadini di Taranto di formarsi una più puntuale opinione per un voto consapevole. </p>
<p>DOMANDA N. 01 &#8211; E’ favorevole alla verifica della destinazione d’uso delle proprietà immobiliari esistenti a Taranto e riconducibili alle confessioni religiose, al fine del pagamento della nuova I.M.U (Imposta Comunale sugli Immobili) ?<br />
 DOMANDA N. 02 &#8211; Sebbene non sia possibile verificare la cifra esatta, dai dati disponibili lo Stato italiano finanzia la Chiesa Cattolica con oltre 6 Miliardi di Euro all’anno, sotto diverse voci ( http://www.icostidellachiesa.it/ ). Con la crisi in atto, vengono richiesti enormi sacrifici ai cittadini. Ritiene possibile che la prossima Amministrazione Comunale riveda alcune di quelle voci? In particolare, qual’è il suo parere sulla modifica della legge sull’8 x 1000, per destinare alle Religioni solo la quota esplicitamente scelta ?<br />
 DOMANDA N. 03 &#8211; Nella scuola pubblica l’ora alternativa, l’attività didattica per chi non sceglie l’ora di religione cattolica, dovrebbe essere un diritto. In realtà si verificano sempre difficoltà organizzative e anche forme di emarginazione, denunciate anche dall’UNICEF. Ritiene utile istituire un “Osservatorio sui diritti di Genitori e Studenti”&#8221; riguardante l’ora alternativa? E’ disponibile a sostenere con finanziamenti comunali progetti didattici e educativi destinati agli studenti dell’ora alternativa ?<br />
 DOMANDA N. 04 &#8211; A differenza di altre città italiane, a Taranto, fra le strutture cimiteriali pubbliche esistenti o in via di realizzazione, manca uno spazio pubblico attrezzato, da adibire a “Sala del Commiato”. Viene così negato il rito del Commiato ai non credenti in alcuna religione o a chi appartiene ad altre confessioni, oltre quella cristiana. Nel rispetto della laicità e della pluralità delle fedi e in ossequio alla Legge di Stato n.130 del 30.03.2001 e alla Legge Regionale n.34 del 15 dicembre 2008, in cui è legittimata anche l’idea della cremazione, ritiene che il Comune di Taranto debba predisporre una “Sala del Commiato ? Qual’è il suo impegno a riguardo<br />
 DOMANDA N. 05 &#8211; Per la normativa sul fine vita, meglio conosciuto come “Testamento Biologico”, il progetto di legge, votato dal Senato, sul quale l’UAAR è fortemente critica, è fermo alla Camera e lo sarà ancora a lungo, vista la manifesta non-volontà del Governo Monti di intervenire su temi eticamente sensibili. Il Comune di Taranto vorrà istituire, come altri comuni italiani, un “Registro di Comunicazione di Deposito dei testamenti biologici dei cittadini” ?<br />
 DOMANDA N. 06 &#8211; Diversi Comuni e/o Circoscrizioni italiane hanno istituito il “Registro delle Coppie di Fatto”. Qual’è la sua opinione a proposito ? E’ disponibile ad istituirlo anche a Taranto e ad adoperarsi per una legge nazionale?<br />
 DOMANDA N. 07 &#8211; Riti e simboli religiosi negli uffici pubblici. Benedizioni e visite pastorali, messe natalizie e pasquali in orario di lavoro. Inviti da parte dei superiori a cerimonie religiose sul luogo di lavoro e in orario di servizio. Esposizione di simboli religiosi negli uffici pubblici. Tutto ciò accade in uno Stato Laico, qual è l’Italia, dove non esiste la religione di stato, ignorando le esigenze di chi professa altre religioni o dei cittadini atei e agnostici. In caso di elezione a Sindaco, si impegna a rendere liberi dalla religione gli uffici pubblici e ad evitare la presenza di membri della Chiesa Cattolica ad ogni cerimonia ufficiale laica ?<br />
 A cura del circolo Uaar di Taranto taranto@uaar.it</p>
<p><em><strong>Spett.le UAAR<br />
Unione Atei Agnostici Razionalisti<br />
Taranto</p>
<p>Ringrazio per l’attenzione rivoltami nel pormi le sette importanti domande che investono l’etica e sono di grande attualità nella società italiana.<br />
Per quanto riguarda il pagamento dell’Imu (domanda n.1), intendo applicare in modo rigoroso quanto previsto dalle leggi nazionali a tal riguardo.<br />
L’amministrazione comunale (n.2) non finanzia la Chiesa e per quanto attiene all’8Xmille non è di competenza del Comune.<br />
La verifica sull’utilizzo (n.3) dell’ora di religione sarà di competenza dell’assessore al ramo che, con modalità da individuare, verificherà la possibilità di un finanziamento di progetti didattici ed educativi nell’ora alternativa.<br />
Per il quesito n.4 sono del tutto favorevole all’istituzione di una Sala del Commiato. Occorrerà trovare le risorse per la realizzazione di detto progetto.<br />
Per l’apertura di un registro sulle dichiarazioni di fine vita dei cittadini (n.5), proprio perché il tema è eticamente sensibile, si aprirà un dibattito in consiglio comunale.<br />
L’istituzione di un Registro delle coppie di fatto è auspicabile e mi trova del tutto d’accordo, come è auspicabile una legge nazionale.<br />
Infine, per l’ultimo quesito si aprirà un dibattito in Consiglio Comunale.<br />
Cordiali Saluti,<br />
Dante Capriulo<br />
Candidato Sindaco</strong></em>Al Comune di Taranto<a href="http://www.tarantolaica.it/web/2012/05/02/le-sette-domande-uaar-risponde-dante-capriulo/fuori_dalle_commedie_4/" rel="attachment wp-att-1046"><img src="http://www.tarantolaica.it/web/wp-content/uploads/2012/05/fuori_dalle_commedie_4.jpg" alt="fuori_dalle_commedie_4" title="fuori_dalle_commedie_4" width="300" height="428" class="alignleft size-full wp-image-1046" /></a></p>
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		<title>UAAR: sette domande laiche ai candidati sindaci di Taranto : la risposta di PATRIZIO MAZZA</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 21:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ancona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ELEZIONI AMMINISTRATIVE &#8211; 7 DOMANDE IN ATTESA DI RISPOSTA &#8211; 
Il CIRCOLO UAAR di TARANTO, in occasione delle Elezioni Amministrative del 6 e 7 Maggio 2012 rivolge ai Candidati a Sindaco del Comune di Taranto alcune domande sulla laicità delle istituzioni e sulle decisioni che la prossima Amministrazione Comunale vorrà adottare per garantire questo supremo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tarantolaica.it/web/2012/04/27/uaar-sette-domande-laiche-ai-candidati-sindaci-di-taranto/mazza/" rel="attachment wp-att-1042"><img src="http://www.tarantolaica.it/web/wp-content/uploads/2012/04/Mazza.jpg" alt="Mazza" title="Mazza" width="180" height="256" class="alignnone size-full wp-image-1042" /></a>ELEZIONI AMMINISTRATIVE &#8211; 7 DOMANDE IN ATTESA DI RISPOSTA &#8211; </p>
<p>Il CIRCOLO UAAR di TARANTO, in occasione delle Elezioni Amministrative del 6 e 7 Maggio 2012 rivolge ai Candidati a Sindaco del Comune di Taranto alcune domande sulla laicità delle istituzioni e sulle decisioni che la prossima Amministrazione Comunale vorrà adottare per garantire questo supremo principio costituzionale. Non appena ci perverranno le risposte verranno rese pubbliche così da permettere ai cittadini di Taranto di formarsi una più puntuale opinione per un voto consapevole. </p>
<p><strong>DOMANDA N. 01 </strong>- E&#8217; favorevole alla verifica della destinazione d&#8217;uso delle proprietà immobiliari esistenti a Taranto e riconducibili alle confessioni religiose, al fine del pagamento della nuova I.M.U (Imposta Comunale sugli Immobili) ?<br />
<strong>DOMANDA N. 02 </strong>- Sebbene non sia possibile verificare la cifra esatta, dai dati disponibili lo Stato italiano finanzia la Chiesa Cattolica con oltre 6 Miliardi di Euro all&#8217;anno, sotto diverse voci ( http://www.icostidellachiesa.it/ ). Con la crisi in atto, vengono richiesti enormi sacrifici ai cittadini. Ritiene possibile che la prossima Amministrazione Comunale riveda alcune di quelle voci? In particolare, qual&#8217;è il suo parere sulla modifica della legge sull&#8217;8 x 1000, per destinare alle Religioni solo la quota esplicitamente scelta ?<br />
<strong>DOMANDA N. 03  </strong>- Nella scuola pubblica l&#8217;ora alternativa, l&#8217;attività didattica per chi non sceglie l&#8217;ora di religione cattolica, dovrebbe essere un diritto. In realtà si verificano sempre difficoltà organizzative e anche forme di emarginazione, denunciate anche dall&#8217;UNICEF. Ritiene utile istituire un &#8220;Osservatorio sui diritti di Genitori e Studenti&#8221;" riguardante l&#8217;ora alternativa? E&#8217; disponibile a sostenere con finanziamenti comunali progetti didattici e educativi destinati agli studenti dell&#8217;ora alternativa ?<br />
<strong>DOMANDA N. 04 </strong>- A differenza di altre città italiane, a Taranto, fra le strutture cimiteriali pubbliche esistenti o in via di realizzazione, manca uno spazio pubblico attrezzato, da adibire a &#8220;Sala del Commiato&#8221;. Viene così negato il rito del Commiato ai non credenti in alcuna religione o a chi appartiene ad altre confessioni, oltre quella cristiana. Nel rispetto della laicità e della pluralità delle fedi e in ossequio alla Legge di Stato n.130 del 30.03.2001 e alla Legge Regionale n.34 del 15 dicembre 2008, in cui è legittimata anche l&#8217;idea della cremazione, ritiene che il Comune di Taranto debba predisporre una &#8220;Sala del Commiato ? Qual&#8217;è il suo impegno a riguardo<br />
<strong>DOMANDA N. 05 </strong>- Per la normativa sul fine vita, meglio conosciuto come &#8220;Testamento Biologico&#8221;, il progetto di legge, votato dal Senato, sul quale l&#8217;UAAR è fortemente critica, è fermo alla Camera e lo sarà ancora a lungo, vista la manifesta non-volontà del Governo Monti di intervenire su temi eticamente sensibili. Il Comune di Taranto vorrà istituire, come altri comuni italiani, un “Registro di Comunicazione di Deposito dei testamenti biologici dei cittadini&#8221; ?<br />
<strong>DOMANDA N. 06 </strong>- Diversi Comuni e/o Circoscrizioni italiane hanno istituito il &#8220;Registro delle Coppie di Fatto&#8221;. Qual&#8217;è la sua opinione a proposito ? E&#8217; disponibile ad istituirlo anche a Taranto e ad adoperarsi per una legge nazionale?<br />
<strong>DOMANDA N. 07 </strong>- Riti e simboli religiosi negli uffici pubblici. Benedizioni e visite pastorali, messe natalizie e pasquali in orario di lavoro. Inviti da parte dei superiori a cerimonie religiose sul luogo di lavoro e in orario di servizio. Esposizione di simboli religiosi negli uffici pubblici. Tutto ciò accade in uno Stato Laico, qual è l&#8217;Italia, dove non esiste la religione di stato, ignorando le esigenze di chi professa altre religioni o dei cittadini atei e agnostici. In caso di elezione a Sindaco, si impegna a rendere liberi dalla religione gli uffici pubblici e ad evitare la presenza di membri della Chiesa Cattolica ad ogni cerimonia ufficiale laica ?<br />
A cura del circolo Uaar di Taranto taranto@uaar.it</p>
<p><strong>Ecco la risposta del candidato Patrizio Mazza ai quesiti posti dall’Unione Atei Agnostici Razionalisti Circolo di Taranto</strong></p>
<p><strong>1)Come è stato stabilito dal governo nazionale gli immobili della chiesa che non rientrano nelle sedi di culto o di aggregazione giovanile e dei cittadini sono soggette al pagamento dell’IMU in specie quelle proprietà che vengano utilizzate per la vendita di immagini o altro o l’alloggio di fedeli con pagamento della pigione.<br />
2)Gli accordi fra stato e chiesa non sono di competenza comunale ma ritengo che alla pari delle altre voci di spesa anche queste vengano ridimensionate. Riguardo all’8 per mille è facoltà dei cittadini scegliere come del resto avviene per qualunque finanziamento facoltativo.<br />
3)L’ora alternativa è un diritto e ciò dipende dal provveditore agli studi a meno che non si tratti della scuola comunale materna, in tal caso occorrerà concordare con i genitori medesimi l’atteggiamento più consono.<br />
4)Effettivamente occorre creare una sala adibita ad hoc per il commiato nel rispetto delle pluralità<br />
5)IL candidato sindaco intende rispettare tutte le volontà dei cittadini ma occorre sempre che sia fatto nel rispetto delle leggi vigenti.<br />
6)Le coppie di fatto rappresentano ormai una consistente parte di cittadini e pertanto destinatarie delle attenzioni, resta il fatto che il concetto di famiglia su cui progettare il futuro di una comunità è quello in cui vi siano il compagno e la compagna e i figli , almeno in prospettiva.<br />
7)Credo che negli edifici pubblici ciò possa avvenire solo in caso di consenso unanime altrimenti non si possono tenere cerimonie di alcun tipo.</strong></p>
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		<title>Ciao Salvatore De Rosa</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 19:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ancona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Salvatore De Rosa, Psicologo, ateo, militante comunista è venuto a mancare prematuramente, all&#8217;età di 57 anni.
Adesso si è ricongiunto al mondo e all&#8217;universo sotto forma di materia, come tutti noi siamo.
La materia e la chimica: l&#8217;origine della vita.
La  ragione : la caratteristica della razza Homo Sapiens Sapiens.
La libertà di pensiero: la caratteristica degli uomini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tarantolaica.it/web/2012/04/14/ciao-salvatore-de-rosa/salvatore_de_rosa/" rel="attachment wp-att-988"><img src="http://www.tarantolaica.it/web/wp-content/uploads/2012/04/salvatore_de_rosa.jpg" alt="salvatore_de_rosa" title="salvatore_de_rosa" width="500" height="438" class="alignleft size-full wp-image-988" /></a>Salvatore De Rosa, Psicologo, ateo, militante comunista è venuto a mancare prematuramente, all&#8217;età di 57 anni.<br />
Adesso si è ricongiunto al mondo e all&#8217;universo sotto forma di materia, come tutti noi siamo.<br />
La materia e la chimica: l&#8217;origine della vita.<br />
La  ragione : la caratteristica della razza Homo Sapiens Sapiens.<br />
La libertà di pensiero: la caratteristica degli uomini liberi.<br />
Senza intermediari. </p>
<p>Nonostante le sue manifeste e dichiarate volontà, non ha potuto avvalersi di un rito funebre tutto laico.<br />
Nella città di Taranto manca del tutto una &#8220;Sala del Commiato&#8221; da destinare a tutti coloro che rifiutano il rito religioso. Il Circolo UAAR di Taranto rivolgendosi a tutti i Candidati-Sindaco della città chiede l&#8217;impegno a realizzare tale progetto durante la prossima amministrazione-</p>
<p>Il circolo Uaar -Unione degli atei e degli agnostici razionalisti di Taranto-</p>

	Tags: <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/ateo/" title="ateo" rel="tag">ateo</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/comunista/" title="comunista" rel="tag">comunista</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/morte/" title="morte" rel="tag">morte</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/salvatore-de-rosa/" title="Salvatore De Rosa" rel="tag">Salvatore De Rosa</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/taranto/" title="taranto" rel="tag">taranto</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/uaar/" title="uaar" rel="tag">uaar</a><br />
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		<title>La morte del trentesimo monachello</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 18:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ancona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pietro Ancona &#8211; Cronache laiche
 E’ raccapricciante come la vita umana possa essere strumentalizzata ed usata per una causa che viene tenuta aperta soltanto attraverso lo scandalo. Un monachello di appena venti anni, un ragazzo ancora quasi imberbe, si è suicidato in modo orrendo dandosi fuoco per tenere “accesa” la causa del ritorno del Dalai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tarantolaica.it/web/2012/04/04/la-morte-del-trentesimo-monachello/tibet-300x201/" rel="attachment wp-att-970"><img src="http://www.tarantolaica.it/web/wp-content/uploads/2012/04/tibet-300x201.jpg" alt="tibet-300x201" title="tibet-300x201" width="300" height="201" class="alignleft size-full wp-image-970" /></a>Pietro Ancona &#8211; Cronache laiche<br />
 E’ raccapricciante come la vita umana possa essere strumentalizzata ed usata per una causa che viene tenuta aperta soltanto attraverso lo scandalo. Un monachello di appena venti anni, un ragazzo ancora quasi imberbe, si è suicidato in modo orrendo dandosi fuoco per tenere “accesa” la causa del ritorno del Dalai Lama al potere in Tibet. E’ la trentesima vittima da quando è cominciata la campagna dei suicidi che ha lo scopo di emozionare l’opinione pubblica mondiale e di spingerla contro i cattivi cinesi che non vogliono riconoscere l’indipendenza dei tibetani e che non hanno rispetto per la spiritualità di una religione che raccoglie tra i suoi adepti noti personaggi dell’alta società americana ed è di moda nei salotti “culturali” dell’Occidente.<br />
Sarebbe necessario e asuspicabile l’intervento di coloro che hanno il potere di impedire la continuazione dello svolgimento di questo criminale programma propagandistico fatto di immolazioni di giovani incolpevoli e plagiati o costretti da una immensa pressione ambientale psicologica a sacrificarsi.</p>
<p>Non c’è dubbio che i roghi umani hanno una regia assai attenta alla politica planetaria. Non c’è niente di spontaneo nell’autodafè dei giovani che si immolano. Una mente sapiente e criminale predispone il progetto e si tratta di un progetto poliennale che ci farà vedere ancora molti sacrifici, molte immolazioni. E’ anche possibile che si passerà dal sacrificio individuale a quello collettivo, che gruppi di giovani monaci  si daranno fuoco insieme per sottolineare ancora di più e meglio la causa di chi vuole tornare al governo  di una immensa regione dove è stato esercitato un potere feudale enorme su una popolazione tenuta analfabeta e priva di servizi sanitari in grandissima parte ridotta alla servitù della gleba di potenti monaci che erano padroni di tutto a cominciare della vita dei contadini e degli artigiani.</p>
<p>Questa causa del ritorno del Dalai Lama in Tibet è sostenuta dagli Usa che finanziano attraverso la Cia lo stesso Dalai Lama ed il movimento religioso buddista. Molti monaci sono stati e sono ancora addestrati alla guerriglia, al sabotaggio, alla guerra partigiana nelle montagne del Colorado. Il movimento buddista viene usato per arrecare danno all’immagine della Cina. Ricordiamoci dei giochi olimpici e della staffetta buddista parallela che ne disturbò lo svolgimento ed amareggiò un momento di protagonismo mondiale della Cina richiamando attraverso la potentissima catena massmediatica occidentale l’attenzione sulla causa della “liberazione” del Tibet piuttosto che sulla Cina che finalmente si affacciava alla vista del mondo.</p>
<p>Soltanto gli americani possano mettere fine a questo  orrendo dispendio di vite umane. Debbono ordinare al Dalai Lama di smetterla. Il potere religioso non può e non deve estendersi alla vita stessa dei monaci. E’ più facile credere alla volontarietà della morte dei kamikaze giapponesi durante la seconda guerra mondiale che a quella di questi giovanissimi monachelli. Oggi sappiamo che i kamikaze non erano affatto contenti di immolarsi e ci sono testimonianze strazianti di lettere mandate ai familiari in cui c’è tanto rammarico per la vita che si perde. È il caso di approfondire tutte le circostanze in cui maturano  questi eventi luttuosi e terribili. In quale clima vivono i monaci predestinati allo autodafè.  Perché ad immolarsi sono sempre e soltanto giovani anime innocenti e non stagionati monaci gerarchicamente importanti?<br />
Perché il Dalai Lama non brucia se stesso piuttosto che mandare a morte tanti giovani monachelli?<br />
(autore Pietro Ancona)(<a href=" http://www.cronachelaiche.it/2012/03/la-morte-del-trentesimo-monachello/">www.cronachelaiche.it</a>) </p>

	Tags: <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/cronachelaiche/" title="cronachelaiche" rel="tag">cronachelaiche</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/dalai-lama/" title="dalai Lama" rel="tag">dalai Lama</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/monaci-buddisti/" title="monaci buddisti" rel="tag">monaci buddisti</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/pietro-ancona/" title="Pietro Ancona" rel="tag">Pietro Ancona</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/tibet/" title="Tibet" rel="tag">Tibet</a><br />
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		<title>disabili: segnati da dio</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 21:37:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ancona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Guardati dai segnati da dio!” questo l’avvertimento popolare che risuonava nei tempi passati per mettere in guardia i “sani” da coloro che portavano sul corpo lo stigma, il marchio della riprovazione di dio: ciechi, deformi, storpi e folli. Risultava facile pensare che tutti scontassero una colpa, macchiati di un peccato che si aggiungeva a quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tarantolaica.it/web/2012/03/30/disabili-segnati-da-dio/segnati-da-dio1-278x300/" rel="attachment wp-att-964"><img src="http://www.tarantolaica.it/web/wp-content/uploads/2012/03/segnati-da-dio1-278x300.jpg" alt="segnati-da-dio1-278x300" title="segnati-da-dio1-278x300" width="278" height="300" class="alignleft size-full wp-image-964" /></a>“Guardati dai segnati da dio!” questo l’avvertimento popolare che risuonava nei tempi passati per mettere in guardia i “sani” da coloro che portavano sul corpo lo stigma, il marchio della riprovazione di dio: ciechi, deformi, storpi e folli. Risultava facile pensare che tutti scontassero una colpa, macchiati di un peccato che si aggiungeva a quello originario; in alcuni casi poteva essere la punizione di una colpa della madre che li aveva concepiti essendo impura se non addirittura congiungendosi al demonio, in altri casi potevano essere indemoniati essi stessi. Ad ogni modo occorreva starne lontani, perché portatori di disgrazie e malvagità.</p>
<p>La credenza che il disabile stesse espiando una colpa era radicata nell’età antica e nella cultura ebraica fino ai tempi della predicazione di Gesù. Nell’episodio narrato nel Vangelo (Giov.9,1-7) gli apostoli a proposito di un cieco dalla nascita chiedono al Maestro: «Rabbi, chi ha peccato lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?» La risposta di Gesù fu che «né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio». E’ facile immaginare che una risposta apparentemente netta ma non esauriente sulla causa di qualcosa che appariva inspiegabile, fatta per di più con esclusivo riferimento al significato simbolico (cieco è chi non conosce dio perché non gli è mai stato mostrato) non sarebbe stata capita da semplici pescatori. Del resto Gesù forniva altre occasioni per far ritenere che insieme alla malattia ci fosse sempre uno stato di peccato: ciechi, indemoniati e lebbrosi che si avvicinavano a lui ottenevano la guarigione ma venivano poi esorcizzati e mondati dei peccati, e quindi esortati a non peccare più. Un male del corpo evidenziava un male dell’anima, seppure simbolicamente.</p>
<p>L’atteggiamento da parte della Chiesa cattolica nei secoli successivi verso la eterogenea categoria dei “minorati “ o “diversi” costituì per qualche aspetto un progresso per tutti coloro che senza la pietà evangelica sarebbero stati sicuramente abbandonati a loro stessi e condannati alla morte. Il sostegno veniva dato loro attraverso le opere caritatevoli di monasteri e confraternite, all’origine dei moderni ospedali, che per molto tempo furono le uniche forme di assistenza che la società forniva. L’approccio pietoso verso questi uomini, donne, bambini affetti da menomazioni fisiche o mentali (ma anche semplicemente poveri, trovatelli, “occulte gravide”) si esercitava tuttavia con vere e proprie forme di segregazione, di isolamento dal resto della società; in questo modo si continuava a rimarcare il pregiudizio e la diffidenza verso ogni forma di disabilità. Tale era la condizione di separazione dal resto del mondo di lebbrosari, ospizi, case di pazzerelli, depositi o ricoveri per malati incurabili o “scherzi della natura” come per il Cottolengo di Torino, sul quale da subito si alimentò il mistero su quali “freaks” vi fossero ospitati. Il risultato fu l’occultamento di cose sgradevoli e delle quali vergognarsi, per quanto alla base di tutto potesse esserci l’intenzione di accudire, proteggere, tenere al riparo da sguardi e cattiverie altrui.<br />
Non diversamente andavano le cose per quanto riguardava chi era affetto da invalidità fisiche nella stessa organizzazione interna della Chiesa: secondo quanto prescriveva il Catechismo Tridentino al can.287 «non devono essere promossi agli ordini i deformi per qualche grave vizio corporale e gli storpi. La deformità ha qualcosa di ripugnante e questa menomazione può ostacolare l’amministrazione dei sacramenti»</p>
<p>In tempi più vicini, la disabilità continua sotto molti aspetti a costituire un impedimento nella vita di comunità dei credenti, rappresentando un ostacolo all’accesso a sacramenti quali il matrimonio, precluso ove uno dei promessi coniugi sia affetto da incapacità irreversibile di copulare, ovvero alla eucarestia o alla cresima, spesso non consentite a ragazzi Down.<br />
Ma l’aspetto senza dubbio più eclatante risiede nel non riconoscimento del diritto alla sessualità ai disabili, ragione questa per la quale il Vaticano nel 2008 ha negato la propria sottoscrizione alla convenzione internazionale Onu per i diritti delle persone con disabilità: il motivo del rifiuto risiederebbe negli articoli 23 e 25 sulla pianificazione familiare e il diritto all’esercizio di questa. In particolare il Vaticano giustificò il suo rifiuto a sottoscrivere la convenzione per il richiamo alla «salute sessuale e riproduttività» collegata alla disabilità, paventando che tra le prestazioni sanitarie connesse alla pianificazione familiare venisse inclusa la liceità all’aborto, in particolare quello terapeutico.<br />
Come spesso accade,  il dogma della sacralità della vita, neanche reale ma solo “eventuale”, prevale sul diritto a viverla.<br />
(Giuseppe Ancona <a href="http://www.cronachelaiche.it/">www.cronachelaiche.it </a>)</p>

	Tags: <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/cronache-laiche/" title="cronache laiche" rel="tag">cronache laiche</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/disabili/" title="disabili" rel="tag">disabili</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/lebbrosari/" title="lebbrosari" rel="tag">lebbrosari</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/ospizi/" title="ospizi" rel="tag">ospizi</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/vangelo-secondo-giovanni/" title="vangelo secondo Giovanni" rel="tag">vangelo secondo Giovanni</a><br />
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		<title>presentazione di I Laic un anno di cronache laiche a Taranto: circolo C.l.a.m. international</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 18:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ancona</dc:creator>
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		<description><![CDATA[nell&#8217;ambito dell&#8217; iniziativa &#8220;Libreria condivisa&#8221; sabato 24 marzo h. 17.30 presso la sede del circolo C.L.A.M. international in Taranto alla via Pisanelli 9, presentazione del libro &#8220;I Laic un anno di cronache laiche&#8220;. Editore Tempesta, Roma. Saranno presenti Giuseppe Ancona e Bruno Vergani.  

	Tags: Bruno Vergani, C.l.a.m. international, cronache laiche, giuseppe ancona, I Laic [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nell&#8217;ambito dell&#8217; iniziativa &#8220;Libreria condivisa&#8221; <strong>sabato 24 marzo h. 17.30</strong> presso la sede del circolo<strong> <a href="http://www.claminternational.org/clam/">C.L.A.M. international </a></strong>in Taranto alla via Pisanelli 9, presentazione del libro &#8220;<strong>I Laic un anno di cronache laiche</strong>&#8220;. Editore Tempesta, Roma. Saranno presenti Giuseppe Ancona e Bruno Vergani. <a href="http://www.tarantolaica.it/web/2012/03/18/presentazione-di-i-laic-un-anno-di-cronache-laiche-a-taranto-circolo-c-l-a-m-international/i-laic-3/" rel="attachment wp-att-945"><img src="http://www.tarantolaica.it/web/wp-content/uploads/2012/03/i-laic.jpg" alt="i laic" title="i laic" width="144" height="198" class="alignleft size-full wp-image-945" /></a> </p>

	Tags: <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/bruno-vergani/" title="Bruno Vergani" rel="tag">Bruno Vergani</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/c-l-a-m-international/" title="C.l.a.m. international" rel="tag">C.l.a.m. international</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/cronache-laiche/" title="cronache laiche" rel="tag">cronache laiche</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/giuseppe-ancona/" title="giuseppe ancona" rel="tag">giuseppe ancona</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/i-laic-un-anno-di-cronache-laiche/" title="I Laic un anno di cronache laiche" rel="tag">I Laic un anno di cronache laiche</a>, <a href="http://www.tarantolaica.it/web/tag/taranto/" title="taranto" rel="tag">taranto</a><br />
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		<title>Un milione di euro bastano e avanzano per il parroco di San Martino</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 18:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ancona</dc:creator>
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		<category><![CDATA[san martino]]></category>

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		<description><![CDATA[ Mons. Franco Semeraro, rettore della Parrocchia di San Martino a Martina Franca riesce ad ottenere dal ministero dell’Economia e delle Finanze un contributo di un milione di euro per la ristrutturazione di un palazzo di proprietà della stessa parrocchia, Palazzo Stabile, da destinare a Museo della Chiesa di San Martino.
La richiesta era stata inoltrata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tarantolaica.it/web/2012/03/14/un-milione-di-euro-bastano-e-avanzano-per-il-parroco-di-san-martino/palazzostabile-2/" rel="attachment wp-att-929"><img src="http://www.tarantolaica.it/web/wp-content/uploads/2012/03/palazzoStabile1.jpg" alt="palazzoStabile" title="palazzoStabile" width="169" height="225" class="alignleft size-full wp-image-929" /></a> Mons. Franco Semeraro, rettore della Parrocchia di San Martino a Martina Franca riesce ad ottenere dal ministero dell’Economia e delle Finanze un contributo di <strong>un milione di euro </strong>per la ristrutturazione di un palazzo di proprietà della stessa parrocchia, Palazzo Stabile, da destinare a <strong>Museo della Chiesa di San Martino</strong>.<br />
La richiesta era stata inoltrata dallo stesso effervescente parroco nel lontano 2005 e seppur già allora si profilavano tempi di vacche magre, in breve i soldi dal ministero sono saltati fuori: infatti a marzo del 2006 esisteva lo stanziamento per finanziare le opere. Non però l’intera cifra richiesta, che da <strong>progetto iniziale </strong>ammontava a 1.640.000,00 euro, ma solo un milioncino tondo: “arrangiatevi con questi” oppure niente, questo in sostanza il messaggio del Ministero. Da buon pastore, attento alla cura delle anime quanto nel gestire i denari, il don non s’è perso d’animo e pur di ricevere subito l’acconto ha sottoscritto <strong>un impegno </strong>(della parrocchia, non certo suo personale) a portare avanti il progetto e <strong>coprire l’eccedenza </strong>del costo della ristrutturazione, in pratica i 640.000,00 euro mancanti.<br />
Ma… colpo di scena! quando i fondi stavano per arrivare agli sgoccioli, togli questo e taglia quello,  riduci qui e ribassa qua, com’è come non è, il parroco ha fatto quadrare i conti senza sborsare (lui) neanche un centesimo. Alla fine dovremmo rivolgere un grande ringraziamento all’arciprete in questione, perché con il milione di euro ottenuto dallo Stato (tutti noi) è riuscito a far risparmiare i propri concittadini (sempre noi). Gliene saranno grati principalmente i suoi parrocchiani, ai quali senza dubbio sarebbe andato a bussare soldi, costringendoli a cambiar marciapiede se lo incontravano in cerca di benefattori. Del resto anche nella costruzione della Chiesa di san Martino si ricorda la grande partecipazione popolare nel dare contributi, con grandi benefattori che ora godono la ricompensa ultraterrena; anche se, bisogna dire, all’epoca il discorso della ricompensa nel regno dei cieli aveva più presa sulle anime pie dei martinesi. Quindi il Comune di Martina Franca, che gestisce i fondi del Ministero adesso può finalmente liquidare il saldo. San Martino avrà il suo Museo, anche se non sappiamo bene quali tesori conterrà e come potrà usufruirne la comunità, che forse non ne sentiva la mancanza.<br />
Giuseppe Ancona</p>

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		<title>8 Marzo, festa per donne di chiesa</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 09:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ancona</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tarantolaica.it/web/2012/03/09/8-marzo-festa-per-donne-di-chiesa/martina-franca-20120304-00812/" rel="attachment wp-att-915"><img src="http://www.tarantolaica.it/web/wp-content/uploads/2012/03/Martina-Franca-20120304-00812.jpg" alt="Martina Franca-20120304-00812" title="Martina Franca-20120304-00812" width="640" height="480" class="alignleft size-full wp-image-915" /></a>L’invito è apparso sui muri di Martina vecchia e in breve  dopo una spiata,  è rimbalzato in rete dalle pagine facebook del giornale on line “cronachelaiche.it” diventando un tormentone e sucitando ilarità mista a sgomento tra gli internauti. In un italiano molto approssimativo e involontariamente comico, ( ma forse l’autore è poco pratico della nostra lingua ) si chiamano a raccolta nella sala parrocchiale di Cristo Re a Martina Franca per l&#8217;otto marzo , “festa della donna”,  le signore di “<strong>nazionalità diverse</strong>” : “ <strong>Romania, Albania ,Polonia, Georgia ecc</strong>” per un piccolo “<strong>trattenimento</strong>”. Chi tratterrà (o intratterrà) le gentili signore non è dato sapere, visto che l’invito è privo di autore e firma, in perfetto stile stampa clandestina.<br />
Si spera solo che le graziose partecipanti non vengano trattenute contro la loro volontà.<br />
Quel che è certo è che l’invito prevede una “degustazione” ma con pane e companatico a carico delle invitate: un po’ come nel film di Totò e Peppino, dove il padrone di casa metteva a disposizione pentole, acqua calda e fornello e lo sfortunato invitato veniva spedito a far la spesa. L’abile ideatore della festa a scrocco sarà stato sicuramente animato da ottimi propositi e tra le sue intenzioni c’era ( speriamo) quella di favorire la socializzazione delle straniere nell’ostica Martina Franca. Ma perchè le signore di nazionalità “<strong>Italia</strong>” non sono state invitate a socializzare? La risposta è semplice: essendo l’otto marzo è probabile che le “nostre” donne andranno a riempire pub, ristoranti e pizzerie, se non proprio spingersi un pò più fuori città, alla ricerca del brivido trasgressivo di qualche localino spinto, dove svagarsi con streep-tease maschili.<br />
Un dubbio però non riusciamo a scioglierlo: cosa c’entra la festa della donna ( più propriamente,  la “Giornata della Donna”, perché la “festa” si fa al cappone  a Natale) con una parrocchia? Da quando la Chiesa è diventata luogo di rivendicazione e riflessione sui diritti delle donne? Forse nella parrocchia di Cristo Re si discuterà del diritto delle donne alla maternità consapevole, di fecondazione assistita, aborto, contraccezione, divorzio ? O verrà impartita una lezione sulla parità delle donne nella società proprio dalla Chiesa Cattolica che,  con le sue discriminazioni e divieti nei confronti delle fedeli nell’accesso al sacerdozio, si caratterizza come il prototipo di istituzione misogina e  sessista? La verità, come dice il proverbio, sta nel mezzo:  svuotandosi i banchi della messa, la parrrocchia cerca nuove adepte tra le immigrate: polacche, rumene, georgiane e albanesi , donne che secondo un luogo comune hanno meno grilli per la testa, in questa giornata di (finta) libertà.<br />
Giuseppe Ancona</p>

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		<title>Festa della donna? ma anche no</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 11:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ancona</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tarantolaica.it/web/2012/03/07/festa-della-donna-ma-anche-no/donne-300x225/" rel="attachment wp-att-902"><img src="http://www.tarantolaica.it/web/wp-content/uploads/2012/03/donne-300x225.jpg" alt="donne-300x225" title="donne-300x225" width="300" height="225" class="alignleft size-full wp-image-902" /></a>Anche quest’anno il rituale dell’8 marzo sarà lo stesso. Ci sarà il collega che rispolvera per l’occasione la frase di circostanza «oggi è la loro festa, trattiamole bene», quello che si sente cavaliere e si presenta con rametti di mimosa per tutte, il barista che ti dice «Auguri!» con il sorriso delle grandi occasioni mentre prendi il caffè. E poi la sera i ristoranti pieni di donne di tutte le età finalmente “libere” che, come le colf il giovedì, festeggiano la loro ora d’aria annuale, quelle che solo quel giorno possono concedersi di andare a vedere gli spogliarelli maschili emulando il peggio del peggio dell’altra metà del cielo, quelle che il ramo di mimosa se lo comprano da sole per autogratificarsi della loro sofferta condizione di mamme, mogli, angeli del focolare.<br />
Donne un giorno su 365.</p>
<p>E stride, come sempre, la “festa” con quella che invece è una ricorrenza, la Giornata internazionale della Donna. Quali siano le sue origini tra leggenda e racconti non è ancora chiaro, ma non importa. Quel che è certo è che a partire dal 1909 la Giornata è stata istituzionalizzata a poco a poco in tutto il mondo occidentale per ricordare le rivendicazioni di libertà delle donne, le discriminazioni che hanno subito per millenni, i diritti ottenuti e quelli ancora da conquistare. Al pari di quelle per i Diritti dell’infanzia, i Diritti umani, la Memoria, la Giornata della Donna ha una matrice ben precisa che nulla ha a che vedere con mimose, pizzerie e locali notturni. Ridurla a una festa di sedicente libertà ne svilisce il significato e ci offende tutte, mascherando la realtà dei fatti.</p>
<p>C’è qualcosa da festeggiare per le donne italiane? La risposta la troviamo nelle statistiche ufficiali e nella cronaca nera. Nel lavoro sottopagate (il 17% in meno degli uomini) e sottoimpiegate quando non disoccupate (più dei maschi), o part time e non per scelta. Ma anche licenziate grazie alla abominevole pratica delle dimissioni in bianco, sommersa clausola di assunzione che ha lasciato per strada, solo nel 2010, 800mila donne incinte. La crisi, dice l’Istat nel suo Rapporto 2011 (dati 2010), «ha ampliato i divari tra l’Italia e l’Unione europea nella partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Il tasso di occupazione delle donne italiane, già per le donne inferiore alla media europea tra quelle senza figli, è ancora più contenuto per le madri».</p>
<p>Oggetto di violenza dell’italico maschio, quello che le vede come gliele presenta la tv, la pubblicità o l’immancabile mamma, le donne sono terra di conquista e articolo sessuale di proprietà. Dall’inizio del 2012 a oggi ne sono state uccise 23. E il trend è in crescita: 127 nel 2010, 137 nel 2011. Mariti o ex, compagni o amanti gli autori della strage. Ma anche “corteggiatori” ai quali la sventurata di turno ha osato dire no. Molte non muoiono, perché la furia bestiale si ferma prima dell’irreparabile, e per puro caso non vengono conteggiate nelle statistiche mortuarie femminili. Si pensi, solo per parlare dell’ultimo mese, alla ragazza aquilana abbandonata in fin di vita dopo un brutale stupro (presunto o meno fa poca differenza) in cui è stata usata una spranga di ferro che forse suppliva ad altre mancanze, o alla genovese incinta sequestrata, violentata e selvaggiamente picchiata con il guinzaglio del cane per tre giorni dal suo ex. L’80% della violenza sulle donne avviene tra le mura domestiche per mano degli uomini della loro vita. Quelli che ne tengono in scacco la vita, le scelte, la libertà. E L’Italia è uno dei pochi paesi che  ancora non hanno fissato un piano di attuazione della risoluzione Onu sulla violenza sulle donne in regime di pace, di guerra o di post conflitti.</p>
<p>E se questo ancora non basta a quelle che si preparano per la “festa” e sono fiere di ricevere auguri e rametti di mimosa, potremmo ricordare loro cosa cos’è l’autodeterminazione e cosa significa, dopo le grandi battaglie degli anni Settanta, lasciarsela scippare da chi da una parte le usa come oggetti da vetrina e dall’altra cerca di impedire loro di esercitare in modo responsabile quella libertà sessuale di cui la vetrina fornisce un grottesco surrogato. Paradossale? Non in Italia, dove si usa un paio di generose tette anche per vendere un detersivo ma parallelamente la battaglia contro la legge 194 sull’aborto è diventata guerra di trincea mentre aumentano i  paletti su aborto chimico e contraccezione di emergenza. Puoi – anzi devi – venderti ma non puoi gestire il tuo corpo perché non ti appartiene.</p>
<p>Se nonostante ciò, care signore, volete ancora festeggiare, sappiate che andate solo a rafforzare questo perverso modello. Se pensate che basti un minigonna e una serata fuori dalle righe per essere libere, vi hanno fregato. E con voi tutte noi.</p>
<p>Cecilia M. Calamani ( <a href="http://www.cronachelaiche.it/2012/03/festa-della-donna-ma-anche-no/">www.cronachelaiche.it</a>)</p>

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