la prima forma di libertà è quella del pensiero

I ragazzi dell’oratorio ( don Dino Boys)

rnsArriva un’età nella quale un uomo è libero di dire e fare quel che vuole, perché le numerose primavere alle spalle gli conferiscono di diritto un’aura di saggezza e lo pongono al riparo da ogni critica, sospetto o giudizio. Il 78enne don Dino Lepraro ha raggiunto questo stato di grazia e di venerabilità, e gli consentiamo qualsiasi cosa (o quasi). Da qualche tempo infatti nessuno, neanche tra i suoi superiori, osa frenare l’anziano prevosto per l’improvvisa giovinezza che lo porta ad imperversare su Facebook, dove dispensa consigli, benedizioni e riceve omaggi, o a mostrarsi entusiasta ai comizi elettorali del neosindaco Franco Ancona, tempo fa uno dei don Dino-boys. Anche i preti votano: ne hanno diritto alla pari dei cittadini normali, quelli che lavorano e pagano le tasse. Chissà Guareschi che avrebbe detto vedendo una tonaca nera sostenere sullo stradone chi in passato fu esponente di un partito (il Pci) i cui militanti furono colpiti il 1° luglio 1949 da scomunica latae sentenziae dal Sant’Uffizio; per la revoca della quale misura occorrerebbe, oltre a un sincero pentimento, l’assoluzione da parte almeno un vescovo. Non sappiamo se il neo sindaco si sia pentito, contrito e confessato per la sua militanza materialista e atea, e sinceramente non ci interessa.

Ma i tempi della guerra fredda sono finiti, anche a Martina: dopo il collasso a livello nazionale della democrazia cristiana, i cattolici sono diventati liberi di votare chi vogliono. Purtroppo questo ha determinato (qui come altrove) una perdita di autonomia e laicità nei nuovi partiti: l’elettore cattolico, ora libero di scegliere senza incorrere nelle pene dell’inferno, è diventato così preda degli appetiti elettoralistici ma nello stesso tempo egli stesso alza il prezzo del proprio consenso; ed ecco che le formazioni politiche (di destra, centro e sinistra) fanno a gara a chi si mostra più ossequioso e rispettoso, sensibile e attento, ai valori non negoziabili imposti dalla Santa Romana Chiesa e ai suoi rappresentanti in terra. Un clericalismo e confessionalismo di ritorno che, guarda caso, alligna principalmente nella sinistra che in passato ha sempre patito e sofferto per l’inaccessibilità al voto cattolico (Vendola docet). C’è da vedere come si comporterà la nuova giunta, di Centro Sinistra, priva di una rappresentanza di Comunisti italiani e Rifondazione, e se sarà sufficiente a raddrizzare la barra, sbilanciata dal precedente sindaco Palazzo, la presenza in giunta di un filosofo come Tonino Scialpi alla cultura (per quanto, ahinoi, anch’egli in gioventù frequentatore della stessa parrocchia con Franco Ancona). Le prime uscite pubbliche in processioni e visite pastorali del Vescovo non fanno sperare bene. Tra le tante questioni sulle quali attendiamo di vedere all’opera la nuova amministrazione, ci sarà l’atteggiamento sulle proprietà immobiliari delle parrocchie e congregazioni, per le quali occorrerà accertare l’effettiva destinazione per quanto riguarda la tassazione ai fini Imu e tassa rifiuti; si auspica un atteggiamento di rigore e sobrietà (visti i tempi) nelle elargizioni, finora allegramente devolute, ai vari parroci per feste e festicciole patronali, restauro porte e facciate di chiese ecc. come si spera in un trattamento di parità di tutte le confessioni religiose per l’utilizzo della quota del 7% degli oneri di urbanizzazione secondari, finora devoluti solo alla Curia vescovile, magari inoltrando stavolta richiesta di effettiva rendicontazione delle somme ricevute; si spera anche una nuova e inedita attenzione per tutte le forme di convivenza, con l’istituzione di apposito registro comunale per le coppie civili e di fatto, per consentirne l’accesso nel settore dei servizi sociali. Aspettiamo, perché è dai frutti che riconosceremo l’albero.

Giuseppe Ancona

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3 commenti a “I ragazzi dell’oratorio ( don Dino Boys)”

  1. Flory dice:

    Ho letto sul sito elezionimartina.it il comunicato diffuso dal Dottor Ancona e questo è il mio intervento (in attesa di moderazione).

    Perbacco. Questa è musica per le mie orecchie. Ci sono stati diversi miei interventi sul tema nei giorni scorsi, così come il Direttore può confermare. Martina è stata ed è a tutti gli effetti una enclave vaticana sul suolo della Repubblica Italiana. Ai tempi della Democrazia Cristiana il voto cattolico trovava in quel partito il naturale punto di riferimento. Con il passaggio alla seconda repubblica c’è stata una operazione di trasformismo e di marketing. La favola dei comunisti mangia bambini si è dissolta e tutti i partiti sono diventati potenzialmente adatti a rappresentare gli “interessi” morali e non (sopratutto) del mondo cattolico. E’ questo il passaggio fondamentale. Il consenso cattolico diventa “merce” e la merce ha un costo e deve essere messa sul mercato cercando di ottenere il “massimo profitto”. Tutto questo però neanche secondo le leggi di libero mercato. Un mercato poco chiaro nel meccanismo che dovrebbe regolarlo. Ufficialmente le gerarchie cattoliche non appoggiano alcuno schieramento e nessun candidato. Nella sostanza evendo una “finezza mentale” (macchiavellica?) di gran lunga superiore a quella dei politici riescono a salire sempre e comunque sul carro dei vincitori. Un po’ come per i giochi d’azzardo, il banco vince sempre. Tornando a quel che scrive il Dottor Ancona, che io condivido totalmente, ci sarebbe almeno da parte mia un’altra riflessione da fare. Nell’ enclave non c’è mai stata univocità di vedute. L’ enclave è composta da “parrocchie” (in senso lato chiaramente) che hanno finalità, obiettivi, scopi differenti, a volte in contrasto anche tra di loro. Ognuna di esse (mai ufficialmente) ha il proprio cavallo vincente. Forse e dico forse il fatto che Don Lepraro si schieri in maniera trasparente verso il neo Sindaco servirà, in caso di fallimento politico, a fargli assumere le proprie responsabilità “politiche”. Per il passato a quali “parrocchie” dovremmo fare assumere le responsabilità “politiche” per come è stata mal ridotta Martina in questi lunghi anni anche e grazie al sostegno dell’elettorato cattolico e di chi lo ha guidato? Non ci sarà risposta a questo mio interrogativo perchè del passato ci si dimentica e così facendo è più facile fare “proclami” per il futuro auspicando che Martina…ma il passato è STORIA e nessuno può lavarsene ora le mani.

  2. flory dice:

    Questo sito è una piacevole e inaspettata scoperta. Non ne conoscevo l’esistenza. Il mio commento alla nota del Dottor Ancona sul sito elezionimartina.it è ancora in fase di moderazione. Mi auguro, presunzione a parte, che non sia al vaglio della Santa Sede.

  3. flory dice:

    Il presentimento c’era..il mio commento è sparito dal sito elezionimartina.it
    Censura o scomunica? Io intanto l’ho rimesso.

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