la prima forma di libertà è quella del pensiero

8 Marzo, festa per donne di chiesa

Martina Franca-20120304-00812L’invito è apparso sui muri di Martina vecchia e in breve dopo una spiata, è rimbalzato in rete dalle pagine facebook del giornale on line “cronachelaiche.it” diventando un tormentone e sucitando ilarità mista a sgomento tra gli internauti. In un italiano molto approssimativo e involontariamente comico, ( ma forse l’autore è poco pratico della nostra lingua ) si chiamano a raccolta nella sala parrocchiale di Cristo Re a Martina Franca per l’otto marzo , “festa della donna”, le signore di “nazionalità diverse” : “ Romania, Albania ,Polonia, Georgia ecc” per un piccolo “trattenimento”. Chi tratterrà (o intratterrà) le gentili signore non è dato sapere, visto che l’invito è privo di autore e firma, in perfetto stile stampa clandestina.
Si spera solo che le graziose partecipanti non vengano trattenute contro la loro volontà.
Quel che è certo è che l’invito prevede una “degustazione” ma con pane e companatico a carico delle invitate: un po’ come nel film di Totò e Peppino, dove il padrone di casa metteva a disposizione pentole, acqua calda e fornello e lo sfortunato invitato veniva spedito a far la spesa. L’abile ideatore della festa a scrocco sarà stato sicuramente animato da ottimi propositi e tra le sue intenzioni c’era ( speriamo) quella di favorire la socializzazione delle straniere nell’ostica Martina Franca. Ma perchè le signore di nazionalità “Italia” non sono state invitate a socializzare? La risposta è semplice: essendo l’otto marzo è probabile che le “nostre” donne andranno a riempire pub, ristoranti e pizzerie, se non proprio spingersi un pò più fuori città, alla ricerca del brivido trasgressivo di qualche localino spinto, dove svagarsi con streep-tease maschili.
Un dubbio però non riusciamo a scioglierlo: cosa c’entra la festa della donna ( più propriamente, la “Giornata della Donna”, perché la “festa” si fa al cappone a Natale) con una parrocchia? Da quando la Chiesa è diventata luogo di rivendicazione e riflessione sui diritti delle donne? Forse nella parrocchia di Cristo Re si discuterà del diritto delle donne alla maternità consapevole, di fecondazione assistita, aborto, contraccezione, divorzio ? O verrà impartita una lezione sulla parità delle donne nella società proprio dalla Chiesa Cattolica che, con le sue discriminazioni e divieti nei confronti delle fedeli nell’accesso al sacerdozio, si caratterizza come il prototipo di istituzione misogina e sessista? La verità, come dice il proverbio, sta nel mezzo: svuotandosi i banchi della messa, la parrrocchia cerca nuove adepte tra le immigrate: polacche, rumene, georgiane e albanesi , donne che secondo un luogo comune hanno meno grilli per la testa, in questa giornata di (finta) libertà.
Giuseppe Ancona

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