la prima forma di libertà è quella del pensiero

Posts con Tag ‘chiesa cattolica’

Tutti pazzi per Tony, il giovane santone di Carmiano

11 dicembre 2012

tony preghieraE’ dal 2007 che Tony Laggetta da Carmiano (Lecce) dice di aver scoperto di essere un veggente o, più propriamente, un profeta visto che riceve messaggi di dio per poi comunicarli all’umanità. In un appezzamento di terreno a metà strada tra Carmiano e Copertino, oggetto di donazione da parte di uno dei primi seguaci del gruppo “Il calvario di Gesù crocifisso” (Associazione di promozione sociale e Onlus dal 2012) da lui fondato, Tony Laggetta, su precisa indicazione del “Signore Padre onnipotente” (così dio firma i propri messaggi) ha innalzato un piccolo altarino attorno a una pietra e lì ad ogni apparizione si radunano fino a cinquecento persone tra curiosi e devoti; e mentre la notorietà del giovane mistico si espande rapidamente dalla Puglia a tutta Italia via facebook (alcuni annunciano una prossima visita di Paolo Brosio) le chiese del paese di Carmiano e dintorni tendono a svuotarsi.

I messaggi divini sono nello stile delle altre apparizioni soprannaturali: invito alla preghiera e alla diffusione del messaggio evangelico. Con consigli personali al giovane mistico con le stimmate su come vestirsi e come comportarsi (niente tatuaggi o piercing). Ma stavolta è dio in persona che parla, non la madonna o qualche angelo o santo, come forse non accadeva dai tempi di Mosè. Ma, come la storia insegna, quando si svuotano le chiese iniziano i problemi per il santone di turno.

Una famiglia di un paese vicino, Copertino, denuncia ai giornali che un suo componente, A.C. di venti anni, da un giorno all’altro ha lasciato l’abitazione e il lavoro per unirsi a Tony, diventandone il più fidato discepolo. Il padre del ragazzo rivolge un disperato appello alle “autorità civili e religiose”, affinché chiariscano cosa c’è dietro l’Aps-Onlus “Il calvario di Gesù crocifisso” e accertino la storia delle stimmate che comparirebbero periodicamente sulle mani del veggente. E benché la presunta vittima abbia sempre dichiarato di aver liberamente deciso di seguire il veggente, essendo per di più maggiorenne, il padre chiede di «capire », dichiarandosi disposto anche a fare un passo indietro «qualora gli eventi straordinari e prodigiosi di cui parlano i fedeli del gruppo dovessero verificarsi sul serio.»

Intanto la Curia di Lecce, attraverso il vicario del vescovo Domenico D’Ambrosio, don Fernando Filograna, sollecitata da molti a intervenire temporeggia e non si esprime, sottolineando però che nessun ecclesiastico ha mai preso parte alle riunioni di preghiera del gruppo in questione. A chi spetta, tra le “autorità civili e religiose”, alle quali si rivolge un padre disperato, risolvere il caso del profeta di Carmiano? Ma prima ancora della Curia ha fatto la Procura, togliendo così al vescovo le castagne dal fuoco: c’è ora un’inchiesta su Tony Laggetta condotta dal pm della procura di Lecce Antonio Negro che ha voluto sentire il mistico sull’ipotesi di circonvenzione di incapace ai danni del ragazzo ventenne di Copertino. La circonvenzione di incapace, reato procedibile d’ufficio, è un reato non facile da provare perché occorre non solo accertare l’effettivo stato di deficit psichico della vittima (che potrebbe derivare dalla depressione per una grave malattia, un lutto, la perdita del lavoro) ma anche provare la malafede del suo profittatore.

Dopo che si è diffusa la notizia, sul sito facebook del veggente è apparso puntuale un ulteriore messaggio dell’onnipotente (datato giorni prima) che annuncia persecuzioni e sofferenze: «Figlio mio quanta sofferenza. Io, il Tuo Dio… ti dico: metteranno le mani sù (sic!) di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi anche alle prigioni, maltrattati, percossi a causa del Mio nome… Vi tradiranno persino i genitori, parenti tutti e amici. Sarete odiati da tutti a causa del Mio nome…(firmato) Il Signore Padre Onnipotente». Quello che invece non era stato profetizzato dal Signore era una contemporanea denuncia per diffamazione presentata dallo stesso Tony contro una sorella dell’adepto A.C. per via dei contenuti della pagina facebook antagonista a quella del Calvario, chiamata significativamente con il nome “Il Calvario di Gesù Crocifisso è una bufala”. Un sito più affollato dell’originale in cui le accuse, come l’ironia e le allusioni sull’onestà della setta, non si contano. Considerato però che Tony Laggetta agisce sempre rispettando la volontà del Signore c’è da chiedersi se proprio Lui gli abbia suggerito di sporgere querela. Insomma, più la veterotestamentaria legge del taglione che non il “porgi l’altra guancia”.

Se l’inchiesta a carico del veggente dovesse andare avanti, sarà interessante scoprire in che modo i giudici appureranno se il mistico è o meno in buona fede quando dice di essere destinatario dei messaggi di dio.
Tony Laggetta da parte sua non si scompone, consapevole del proprio destino e annuncia che non appena arriverà il momento, mostrerà a medici ed esperti le sue stimmate. Nel frattempo il vescovo di Lecce, alle prese con un fenomeno scomodo per la Chiesa se non viene controllato e gestito dalle gerarchie, tifa in silenzio perché lo Stato sia severo nello smascherare i mistificatori.

Già, perché la vera fede, talvolta, può essere difesa anche in un’aula di giustizia.

Giuseppe Ancona

Martina Franca e il suo rapporto con i santi

6 settembre 2012

processioneMartina non tratta bene i santi. Si racconta che nel 1620 i frati anziani del seminario dei Cappuccini di Martina cacciassero via il novizio Giuseppe Maria Desa giudicandolo “assolutamente non atto alla religione”, “stolido e trascurato” “ignorante “ e …”idioto”. Sappiamo però che il detto Giuseppe, che veniva da Copertino (Le), si mise di buona lena e con l’aiuto divino non solo prese il saio, lontano da Martina, ma compì prodigi come levarsi in volo, diventando alla fine santo con l’appellativo di frate volante, protettore di aviatori e studenti.
Più di un secolo dopo, tra il 1770 e il 1776, un altro futuro santo e dottore della Chiesa, Alfonso Maria de’ Liguori, (teologo e autore di “tu scendi dalle stelle”), non ebbe migliore accoglienza: nel tentativo di evangelizzare queste terre e sanare gli ambienti ecclesiastici, si scontrò con l’abate Magli e l’intero clero martinese che non gli consentirono di far nascere qui una sua missione. Già da allora, ai martinesi, nessuno doveva venire a dire cosa fare e cosa no, neanche un dottore della chiesa.
Ma c’è anche un “quasi santo“ martinese, ma non per questo più fortunato, il Venerabile Servo di Dio Bonaventura Pietro Gaona (o Gaonas)(1598-1643); pare infatti sia più amato a Roma, dove visse e morì, (ora è sepolto a Sant’Andrea delle Fratte, ) che a Martina, dove può vantare solo una via e un ristorante a lui dedicato nel centro storico. A poco è servito il recente appello di un parroco alla comunità per segnalare alle autorità ecclesiastiche suoi miracoli e intercessioni, necessari per farlo salire di grado; sembrerebbe che i martinesi non lo considerino e siano in generale più propensi a votarsi a santi forestieri e leggendari, dalle assonanze pagane come Martino-Marte, o a patrone inventate di sana pianta come Comasia o ancora di dubbia storicità, come Martina, piuttosto che dar fiducia a santi uomini in carne e ossa.
Sempre a proposito del nostro rapporto con i santi, vivi e morti, non è certamente un esempio di rigore iconografico (né di fulgore estetico) il gruppo scultoreo in piazza Umberto di Padre Pio, che con l’azzardato inserimento di due bambini di Fatima, rappresenta un unicum di sincretismo teologico-devozionale.
Quanto a creatività artistico-religiosa ricordiamo anche i cartelli stradali che indicavano in una moderna chiesa di Martina (la Santa Famiglia) un “mosaico bizantino”, creando sconcerto negli storici dell’arte per l’’inedito e sconosciuto ritrovamento, in realtà fresco di malta.
Sarà che la nostra è una comunità laboriosa e concreta, che non si perde in sterili meditazioni teologiche ed è più spinta verso l’azione; e infatti, forse sull’onda della rinnovata minaccia di saraceni e seguaci del Profeta, abbiamo da qualche anno un avamposto di cavalieri del Santo Sepolcro a tutela delle nostre radici cristiane e della vera Fede.
Ora c’è l’occasione per rientrare nell’ortodossia di Santa Romana Chiesa e tributare al neo beato Giovanni Paolo II i dovuti onori, oltre a quelli resigli quando venne pellegrino da queste parti. C’è comunque il rammarico che ad accoglierlo a Martina nel 1989 non ci fosse come sindaco Franco Palazzo, che da uomo di fede avrebbe favorevolmente impressionato il Santo Padre con la sua profonda conoscenza dei rituali (sia pre che post concilio), non sbagliando un solo passo o accento. Ma il più laico Stefano Casavola se la cavò comunque egregiamente.
A Wojtyla è già stato dedicato il palazzetto dello sport e c’è una lapide commemorativa sotto l’arco di Santo Stefano, ma siamo certi che non saranno sufficienti: attendiamo che qualcuno lanci nuove idee e proposte per rendere più “appariscente” la devozione cittadina.
Sul carro del vincitore (e santo) questa volta cercheranno di saltarci su in parecchi.
Giuseppe Ancona ( articolo apparso su Extramagazine )

La donna che scese negli inferi e creò un impero: Chiara Amirante di Nuovi Orizzonti

22 agosto 2012

chiaraIn Italia la millenaria presenza della chiesa cattolica nella società è ciò che ostacola la diffusione di altre organizzazioni spirituali o filosofiche che propongano percorsi di rinascita dell’individuo, se non in realtà molto limitate.
Il fenomeno delle sette o dei gruppi spirituali che si diffondono in altre parti del mondo occidentale da noi appare lontano e difficilmente, per fare un esempio, avrebbe avuto modo di svilupparsi qui la associazione di un Ron Hubbard, il fondatore di Scientology che partendo dagli Stati Uniti è poi divenuta un fenomeno mondiale.

Ben altro sviluppo hanno invece quelle organizzazioni che, pur caratterizzandosi alla pari delle sette per il ruolo carismatico del loro fondatore e mantenendo la struttura di gruppi chiusi, tuttavia operano all’interno dell’ortodossia di Madre chiesa e prosperano al riparo dell’ala protettiva di alti esponenti della gerarchia ecclesiastica. Esemplare è la vicenda e la rapida ascesa mediatica dell’associazioneNuovi orizzonti di cui Chiara Amirante è ideatrice, fondatrice e leader indiscusso e della imponente holding ad essa collegata, in cui entrano gruppi di preghiera come I cavalieri della luce, e molto altro come le case di accoglienza, i network e le cooperative.
La comunità Nuovi orizzonti è riconosciuta dal 2010 come associazione internazionale privata di fedeli di diritto pontificio grazie all’attuale papa, ma Chiara Amirante aveva ricevuto riconoscimenti personali per la sua opera già da parte di Woytjla; mentre tra i suoi mentori troviamo personaggi del rango del cardinale Ruini e monsignor Fisichella, politici di ogni schieramento e nel mondo dello spettacolo testimonial come Bocelli e Nec.

In meno di venti anni Nuovi orizzonti si è diffusa partendo da Roma in ogni regione italiana e sempre più all’estero; secondo i dati diffusi dalla stessa associazione oggi conta un numero impressionante di adepti, 20mila “fratelli”, e circa 200mila simpatizzanti. Le note biografiche della fondatrice Chiara Amirante, leggibili sul sito dell’associazione, sono brevi ma indicative: nata a Roma nel 1966, una gioventù lontana dalla fede (altri particolari non sono riportati),laurea in scienze politiche e soprattutto una serie di avvenimenti “miracolosi”, preannuncio della missione alla quale sarebbe stata chiamata. Riporta lei stessa infatti che da ragazza rimase illesa in un incidente stradale in cui perse la vita la sua migliore amica; appena ventenne ottenne poi una guarigione improvvisa, definitiva e inspiegabile da una malattia incurabile che l’avrebbe resa cieca; infine l’episodio di una ragazza adoratrice di satana, armata di coltello e intenzionata ad ucciderla, che proruppe in lacrime tra le sue braccia diventando di colpo adepta del gruppo.

La missione del gruppo è semplice, “portare il vangelo negli inferi”, cioè nelle strade notturne delle città offrendo al popolo degli schiavi della droga, dell’alcol, della prostituzione o della criminalità il messaggio di amore del vangelo, del “cristo risorto”.
A coloro che vivono di eccessi, droga, sesso, alcol, viene offerta per contrappasso una vita di rinunce: tra i “rinati” pare che in molti restino all’interno del gruppo e accettino i tre voti di castità, povertà e obbedienza, con in più una quarta promessa peculiare della comunità, la “gioia” nel vivere la fede. I mass media e in particolare le trasmissioni televisive di costume ospitano di frequente gli interventi della Amirante, (oltre 607 apparizioni televisive, di cui 177 sulla rai) sia che si parli di Medjugorje che per mostrare sul teleschermo i successi del progetto: ex drogati o persone con problemi di emarginazione alle spalle ora appaiono felici della loro nuova condizione di “piccoli fratelli nella luce”.
Il rischio che si instauri di fatto, una dipendenza tra queste persone fragili e la magnetica Chiara è evidente, e lei stessa dice di voler evitare rapporti prolungati e personali con i neofiti che le si accostano. Ma è innegabile che sia già in atto una forma di venerazione mediatica verso questa donna dal sorriso fotogenico, che con la massima semplicità dice di interloquire direttamente con dio, con cui avrebbe stipulato all’inizio dell’avventura un patto: lei si sarebbe dedicata alla missione e dio avrebbe pensato al resto,”a darle la forza e a pagare le bollette”. E così pare sia andata, se si vuole vedere nelle cospicue donazioni e nelle crescenti risorse di cui dispone l’associazione, il risultato dell’intervento di dio .

Come accade per gli altri gruppi cattolici di tipo settario o carismatico (quali i focolari o rinnovamento nello spirito santo) anche per Nuovi orizzonti c’è chi da posizioni conservatrici all’interno della chiesa, tende ad essere cauto se non proprio diffidente. Ma anche questo rientra nella solita vicenda terrena di quei personaggi controversi che tra opinioni discordanti, protezioni eccellenti, gelosie e persecuzioni, rappresentano il motore attraverso cui la chiesa sopravvive.



Giuseppe Ancona (www.cronachelaiche.it)

Un milione di euro bastano e avanzano per il parroco di San Martino

14 marzo 2012

palazzoStabile Mons. Franco Semeraro, rettore della Parrocchia di San Martino a Martina Franca riesce ad ottenere dal ministero dell’Economia e delle Finanze un contributo di un milione di euro per la ristrutturazione di un palazzo di proprietà della stessa parrocchia, Palazzo Stabile, da destinare a Museo della Chiesa di San Martino.
La richiesta era stata inoltrata dallo stesso effervescente parroco nel lontano 2005 e seppur già allora si profilavano tempi di vacche magre, in breve i soldi dal ministero sono saltati fuori: infatti a marzo del 2006 esisteva lo stanziamento per finanziare le opere. Non però l’intera cifra richiesta, che da progetto iniziale ammontava a 1.640.000,00 euro, ma solo un milioncino tondo: “arrangiatevi con questi” oppure niente, questo in sostanza il messaggio del Ministero. Da buon pastore, attento alla cura delle anime quanto nel gestire i denari, il don non s’è perso d’animo e pur di ricevere subito l’acconto ha sottoscritto un impegno (della parrocchia, non certo suo personale) a portare avanti il progetto e coprire l’eccedenza del costo della ristrutturazione, in pratica i 640.000,00 euro mancanti.
Ma… colpo di scena! quando i fondi stavano per arrivare agli sgoccioli, togli questo e taglia quello, riduci qui e ribassa qua, com’è come non è, il parroco ha fatto quadrare i conti senza sborsare (lui) neanche un centesimo. Alla fine dovremmo rivolgere un grande ringraziamento all’arciprete in questione, perché con il milione di euro ottenuto dallo Stato (tutti noi) è riuscito a far risparmiare i propri concittadini (sempre noi). Gliene saranno grati principalmente i suoi parrocchiani, ai quali senza dubbio sarebbe andato a bussare soldi, costringendoli a cambiar marciapiede se lo incontravano in cerca di benefattori. Del resto anche nella costruzione della Chiesa di san Martino si ricorda la grande partecipazione popolare nel dare contributi, con grandi benefattori che ora godono la ricompensa ultraterrena; anche se, bisogna dire, all’epoca il discorso della ricompensa nel regno dei cieli aveva più presa sulle anime pie dei martinesi. Quindi il Comune di Martina Franca, che gestisce i fondi del Ministero adesso può finalmente liquidare il saldo. San Martino avrà il suo Museo, anche se non sappiamo bene quali tesori conterrà e come potrà usufruirne la comunità, che forse non ne sentiva la mancanza.
Giuseppe Ancona

Benedetto profilattico. L’eccezione che conferma la dottrina (articolo della prof.Maria Mantello- da repubblica.it/micromega-online)

24 novembre 2010

pprPaolo VI nel 1968, in piena rivoluzione sessuale, condannava con l’Humanae Vitae i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio e ogni uso di metodi contraccettivi artificiali. «Il matrimonio – si legge nell’enciclica – è stato sapientemente e provvidenzialmente istituito da Dio creatore per realizzare nell’umanità il suo disegno di amore. Per mezzo della reciproca donazione personale, loro propria ed esclusiva, gli sposi tendono alla comunione delle loro persone, con la quale si perfezionano a vicenda, per collaborare con Dio alla generazione e alla educazione di nuove vite», e pertanto «qualsiasi atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita».

Benedetto XVI in occasione del 40° dell’Humanae Vitae ne riaffermava i contenuti: «La possibilità di procreare una nuova vita umana è inclusa nell’integrale donazione dei coniugi. Se, infatti, ogni forma d’amore tende a diffondere la pienezza di cui vive, l’amore coniugale ha un modo proprio di comunicarsi: generare dei figli. […] È questo il nucleo essenziale dell’insegnamento che il mio venerato predecessore Paolo VI rivolse ai coniugi e che il Servo di Dio Giovanni Paolo II, a sua volta, ha ribadito in molte occasioni, illuminandone il fondamento antropologico e morale».

Una continuità, che seppure con un linguaggio adattato ai tempi, riaffermava anche la tradizione dottrinaria della Chiesa. Si pensi ad esempio a quanto sosteneva s. Agostino: «se infatti si elimina la procrezione, i mariti non sono altro che turpi amanti, le mogli prostitute, il talamo un bordello». (Contra Faustum manichaeum, 15); Buono è il rapporto sessuale che procede da retta intenzione (procreare, ndr) ma è peccato se i coniugi cedono al piacere» Contra secundum Iuliani, 4.29). Su questa strada del “matrimonio rimedio” che giustificherebbe il rapporto sessuale, s. Tommaso d’Aquino innestava qualche secolo dopo il “matrimonio-medicina sacramentale”: «Contro il piacere sessuale era necessario usare una medicina speciale per mezzo di un sacramento» (Summa Theologiae, III q.65 a.1 ad 5).

(altro…)