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La tassa nascosta a favore della Chiesa a Martina

11 luglio 2012

offertaI privati e le imprese che intraprendono opere edilizie versano al Comune importanti somme di denaro sotto forma di “oneri di urbanizzazione secondari”. Se acquistate una casa da un costruttore, non ve ne rendete conto, ma alla fine la pagherete comunque voi. Esiste però, anche se in pochi lo sanno e quelli che lo sanno non lo dicono in giro, una consistente fetta di questi soldi che anziché essere utilizzata in favore della collettività, viene dirottata alle confessioni religiose presenti nel territorio, Chiesa cattolica prima di tutte. Questo è stabilito dalla normativa nazionale (ora racchiusa nel testo unico sull’edilizia, d.p.r.380/2001) e per quel che ci interessa,  dalla legge Regione Puglia n. 4 del 4 febraio1994, all’art.3. La chiesa cattolica e le altre confessioni religiose presenti nel territorio insomma si bagnano il becco, o il pizzo come si dice in Sicilia, su una attività come quella edilizia, pur nel rispetto di una legge esistente. La quota che viene attribuita alle organizzazioni religiose non è mai inferiore al 7% del totale annuo degli introiti comunali. E’ previsto che questi soldi, una volta assegnati, vengano utilizzati dai beneficiari all’interno dello stesso territorio in cui sono stati raccolti per opere di costruzione di nuove chiese, ristrutturazioni, consolidamento restauro e altri lavori simili. Al termine di ogni anno, il beneficiario è tenuto a trasmettere al Comune un’analitica relazione che renda conto dell’impiego delle somme ricevute, pena la restituzione con gli interessi.

Venendo a noi, se vi state chiedendo qual è la confessione religiosa che la fa da padrone a Martina e quanti soldi riceve ogni anno, eccovi accontentati: la totalità delle somme a disposizione, per quel che ci risulta, vanno alla Curia Arcivescovile di Taranto, con sede il Largo Arcivescovado, Taranto, in assenza di altre richieste accoglibili: infatti i testimoni di Geova che pure ci hanno provato negli anni scorsi non partecipano, poiché manca un criterio certo per stabilirne la consistenza nella popolazione (infatti i testimoni di Geova non rientrano tra i destinatari del’8 per mille sulla dichiarazione dei redditi). Il Comune ha perciò risposto picche. Una sentenza del Tar Bari ( la n. 1131 del 2008) direbbe il contrario, evidenziando una discriminazione tra le diverse confessioni, abbiano o meno concluso le intese per l’otto per mille. Ma tant’è.  

Dai dati che abbiamo chiesto e ottenuto dal Comune di Martina Franca, risulta quindi che per gli anni dal 2006 al 2009 i cittadini martinesi hanno dato all’Arcivescovo di Taranto €. 81.054,56 ( €.18.889,63 per il 2006; 26.232,35 per il 2007; 13.941,50 per il 2008 e €.21.991,56 ultimo versamento deliberato, per il 2009). Mancano alcuni dati; anzitutto le determine con le quali si elargiscono i fondi per gli anni 2010 e 2011, non ancora assunte; ma il neo Arcivescovo non mancherà di farsi sentire, visto che ultimamente lo troviamo spesso qui a Martina. Non abbiamo neanche notizia della “relazione analitica” che annualmente la Curia avrebbe dovuto inviare al Comune, per giustificare come gli ottantamila e passa euro ricevuti siano stati effettivamente utilizzati secondo le finalità di cui parla la legge. E’ previsto infatti che in caso di mancato utilizzo per le finalità di restauro e ristrutturazione, le somme vadano restituite al Comune con gli interessi: se fosse possibile non sarebbe una cattiva idea.

(altri dati sul sito http://www.uaar.it/uaar/campagne/oneri/)

Giuseppe Ancona